GIANMARCO MARCHINI
Editoriale
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Il Bologna in volo verso l’Europa

Onestamente come può il Bologna non credere nell’Europa? Soprattutto se a chiedergli di farlo sono i numeri, prima ancora dei sentimenti. La ragione che fa la parte del cuore. Quel povero cuore rossoblù che vorrebbe andarci piano (sottinteso: perché ne ha viste troppe) e la ragione che fa divampare i numeri. Numeri enormi, da grande squadra. La vittoria contro la Lazio vale il decimo risultato utile di fila in campionato, che diventano undici se si conta - eccome, se lo si deve contare - il successo di martedì in Coppa Italia contro il Verona. Ma soprattutto i tre punti di ieri sera fanno decollare i rossoblù che con la manina salutano dall’alto proprio i biancocelesti e raggiungono il Napoli campione d’Italia in carica a quota 18. Certo, gli azzurri scenderanno in campo oggi alle 15, ma intanto per una notte il Bologna ha appoggiato la testa sullo stesso cuscino. Sonno dolcissimo, sì, ma risveglio ancor più bello, perché, riaprendo gli occhi, è tutto vero: la realtà fotografa una squadra solida, convinta e convincente. Non spumeggiante, ma per quello ci sarà tempo. Questo è il momento di cavalcare l’onda di entusiasmo che si è creatade e trascinante. Ieri, al fischio finale, la Bulgarelli invitava domenica prossima «tutti a Firenze». Scene da una città che sogna. E dire che si temeva i rossoblù non riuscissero a reggere i tre impegni ravvicinati. E invece, eccola qua una prestazione enorme, ancora una volta nel segno di una coralità e di un profondo senso di squadra. E’ questa, davvero, la vittoria più grande di Thiago, capace di battere Sarri dopo che già a marzo ne aveva preso le misure (finì 0-0 al Dall’Ara). Partita tatticamente quasi perfetta, con il quasi a giustificare la prima mezzora dove i biancocelesti hanno il dominio del gioco, con un pressing altissimo e una precisa architettura di passaggi. Un monopolio che, però, partorisce giusto un paio di brividi: il primo, al 5’, è un colpo di testa di Castellanos che si stampa sul palo (ma La Penna fischia per una spinta che probabilmente il Var avrebbe tolto in caso di gol). Un’altra incornata di Romagnoli, poco dopo, spaventa il Dall’Ara. La reazione del Bologna fatica ad arrivare perché Aebischer e compagni faticano a uscire con il pallone, finendo per tradire il credo di Thiago con un giro palla troppo orizzontale. Dopo l’intervallo però la metamorfosi. Perchè come spesso in questa stagione, il Bologna prima fa sfogare gli avversari e poi li colpisce. E stavolta il colpo letale arriva quando sono passati appena 35 secondi: Saelemaekers filtra per Zirkzee che di prima serve Ferguson bravo col piattone a battere Provedel. Da quel momento, la Lazio, frustrata, perde la testa, mentre il Bologna fa la cosa che meglio gli riesce: gestire il risultato. Merito anche di una difesa dove Calafiori giganteggia. Altra prova enorme dell’ex Basilea, ancora più maiuscola nel confronto con Romagnoli. Forse in Nazionale è tempo di ricambio. Così come nei posti per l’Europa.