ANDREA BONZI
Editoriale
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Indossare l’elmo (gallico) non aiuta

A un mese dalla sua applicazione, il sindaco di Bologna Matteo Lepore si dichiara soddisfatto della Città 30 e tira dritto. Anzi, di più: “Non faremo nessun passo indietro”. A supporto della sua decisione, porta una diminuzione del 16 per cento degli incidenti su strade urbane (registrato però in un periodo temporale molto limitato, per indicare una vera tendenza), e dribbla ancora una volta lo scontro frontale con il ministero guidato da Matteo Salvini, che da settimane gli consiglia di ‘adeguarsi’ alla direttiva nazionale. Invano, fino ad ora.

Come bersaglio, piuttosto, Lepore individua le categorie di commercianti e artigiani che, nell’incontro di pochi giorni fa, gli hanno chiesto dei correttivi.

Correttivi che, peraltro, la giunta ha sempre detto di essere disponibile a fare, e che faciliterebbero la routine e il lavoro di lavoratori e professionisti che, tutti i giorni, ‘vivono’ la strada. A partire da taxisti e autisti di Ncc che hanno più volte sollevato problemi sui rallentamenti e i disagi dovuti ai nuovi limiti a 30 all’ora. E dagli artigiani che devono destreggiarsi tra un intervento e l’altro, spesso con tempi stretti.

Si chiedevano osservazioni e, nello specifico, le categorie hanno chiesto di rimettere il limite a 50 in 76 strade cittadine di grande scorrimento (o parte di esse) per snellire il traffico: da via Murri a via Mazzini, passando per via Massarenti e via Andrea Costa.

Ma qui il primo cittadino, mettendo da parte il tono resiliente delle ultime settimane, indossa l’elmo (gallico, per scomodare il paragone fumettistico con Asterix) e si irrigidisce: l’elenco di strade che le categorie hanno evidenziato "è totalmente destituito di fondamento. Chi critica deve accompagnare le osservazioni con dati scientifici, non solo enunciare le strade più trafficate della città". Una porta in faccia a una parte produttiva della città che non può essere trascurata. Un brusco stop, insomma, a quel dialogo che la giunta ha sempre detto di voler mantenere e che risulta assolutamente necessario se si vuole che la Città 30 venga percepita da tutti non solo come un provvedimento vessatorio. E a proposito di dati (invocati dalla giunta), l’80 per cento dei bolognesi che ha risposto al nostro sondaggio ha bocciato sonoramente la misura: a palazzo D’Accursio un campanello d’allarme dovrebbe suonare.