GILBERTO DONDI
Editoriale
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Malamovida, il tempo delle parole è finito

Stavolta si è passato il segno. Quello che è successo in via Petroni non si può davvero accettare. Un distinto architetto di 82 anni, Pietro Maria Alemagna, noto per i modi garbati e per il suo impegno nel comitato dei residenti che chiede di poter riposare la notte senza caos e schiamazzi fino all’alba, è stato aggredito sotto casa da un gruppo di ragazzi senza alcun motivo. O meglio, il motivo c’è ed è l’assoluta prepotenza di chi interpreta il divertimento come la libertà di poter fare quello che gli pare e piace. Alemagna, tornando dal cinema alle nove di sera, ha trovato i ragazzi seduti sulle scale di casa e ha solo chiesto loro di spostarsi per far passare lui e la moglie. Non l’avesse mai fatto. La risposta è stata una sequela di insulti, seguita da un’aggressione fisica. Mentre un giovane schiaffeggiava l’82enne, gli altri intorno ridevano.

Quello della malamovida è un problema che assilla Bologna da decenni. Di recente, per Halloween, la giunta ha chiuso piazza Aldrovandi e ha fatto entrare solo un certo numero di persone. L’idea ha funzionato. Ma è stata solo una parentesi. Già, perché poi tutto è tornato come prima e piazza Verdi, via Petroni e il resto della zona universitaria sono ripiombate nel solito caos. L’episodio di ieri, che arriva dopo una lunga lista di altri problemi, è la spia che deve far scattare il livello di allarme. Ormai deve finire il periodo di studio su quali possano essere le ricette o strategie più efficaci: bisogna mettere in campo soluzioni concrete. Il tempo delle parole è finito. Servono i fatti. Altrimenti i cittadini capiranno che piazza Verdi sarà sempre zona franca.