Editoriale

Le nutrie, una calamità da arginare

Bologna, 9 luglio 2024 – Abbiamo appreso della delibera comunale per un piano di eradicazione delle nutrie mediante abbattimento. Si accusano questi animali di creare danni alle coltivazioni e agli argini dei corsi d'acqua, cosa da dimostrare sul piano scientifico. L'Emilia Romagna nel periodo 2008-2014 ha speso € 1.540.026,0 per rifondere i danni imputati alle nutrie, nonostante già fosse assegnato il compito di eradicazione a cacciatori/coadiutori. Esistono esempi di convivenza pacifica con le nutrie: Modena, Sesto San Giovanni (Mi), Muggia (Ts), dove si agisce con la sterilizzazione.

Mariangela Corrieri, Presidente Associazione Gabbie Vuote

Risponde Beppe Boni

Le posizioni ambientaliste in difesa degli animali sono sempre rispettabili ma devono essere aderenti alla realtà. Le nutrie sono un flagello ovunque, soprattutto nelle province di Bologna, Ferrara e Modena dove distruggono argini di fossi e canali, scavano tunnel e indeboliscono le difese idrauliche. Dire il contrario significa vivere su Marte. Già un paio di anni fa solo nei bacini dell'Emilia-Romagna la popolazione di nutrie aveva raggiunto e superato il mezzo milione di esemplari, con danni diretti per il territorio di almeno tre milioni di euro e indiretti di decine di milioni. La stima è stata fatta dall'Associazione dei consorzi di bonifica (Anbi Emilia-Romagna), ma è abbondantemente condivisa dalle associazioni agricole e dagli enti pubblici. Certi ambientalisti andrebbero presi per mano come i bambini e portati in gita didattica in certe aziende agricole, o nei terreni di bonifica, per mostrare anche a chi fa finta di non vedere quali sono le devastazioni causate proprio dalle nutrie. In più ci sono le spese per difendersi da questi animaletti: I consorzi di bonifica le stimano in diversi milioni ogni anno. La Regione Emilia Romagna per il solo 2024 ha stanziato 600mila euro di risorse regionali per attuare i Piani di controllo. Tutto ciò vorrà pur dire che il problema esiste.

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