Piccoli oggetti che rivelano storie di guerra

La lettera. Risponde Beppe Boni

Bologna, 28 giugno 2023 – Ho scoperto tempo fa che l'Appennino bolognese al confine con la Toscane e con quello di Modena offre trekking e percorsi guidati lungo quella che fu la Linea Gotica durante la Seconda guerra mondiale e dove si scontrarono alleati e tedeschi. Andrò a percorrere questi sentieri con la consapevolezza che all'ombra di castagni e siepi sono racchiuse per sempre storie di uomini che qui sono morti per un ideale, giusto o sbagliato che fosse. La terra che calpestiamo probabilmente custodisce ancora oggetti e chissà quali resti bellici.

Daniele Ferrarini

Risponde Beppe Boni 

La terra che calpestiamo è sempre memoria, racchiude, e a volte nasconde per sempre, storie di uomini con le loro gioie e i loro dolori, le loro emozioni, quello che sono stati e quello che non hanno potuto essere. E' vero, l'area della Linea gotica fra appennino emiliano e toscano, restituisce ancora oggi piccoli oggetti che sono espressione di soldati che di qui sono passati col fucile in mano, facendosi la guerra l'un l'altro a volte senza sapere nemmeno il perché. Un esempio. Tempo fa due cacciatori di reperti bellici, Andrea Sabattini e Roberto Cavani, hanno recuperato un ultimo oggetto della loro collezione, chiamiamola così: la gavetta di un soldato americano che ancora portava inciso un nome. Dietro quel nome, Winfred Barnes, c'era una storia di guerra, di paura, di sangue, di chissà quali combattimenti nelle forr dell'Appennino. I due grazie a Internet sono riusciti a rintracciare la famiglia del soldato che era inquadrato nella Decima divisione di artiglieria di montagna, 87 esimo reggimento, impegnata tra Castel d'Aiano (Bologna) e Montese (Modena) nel 1944-45. Barnes ebbe il battesimo del fuoco dalle parti di Monte Belvedere, vicino a Lizzano nel gennaio 1944. Portò a casa la pelle dalla guerra e passò a miglior vita nel 1985 nella propria abitazione nel Missouri. I due ricercatori faranno riavere la gavetta alla famiglia. Di storie come questa ce ne sono tante lassù sui sentieri dell'Appennino rivelate da un elmetto, dai brandelli di una giberna, da una piastrina di riconoscimento. Alcuni di questi oggetti sono tornati ai familiari di chi è morto combattendo, tanti altri restano sepolti sotto terra. Ecco perché ogni tanto sui sentieri del trekking della Linea gotica chi crede sussurra una preghiera e chi non crede lascia in pace Nostro signore, ma resta in silenzio e sospira. 

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