Stop fracassoni, le leggi ci sono serve la volontà

La lettera. Risponde Beppe Boni

Bolognaa, 27 giugno 2023 – C'è un mistero che non si riesce a sciogliere: le notti fracassone di Bologna nella città universitaria e ultimamente in piazza Aldrovandi. Se ne sentono di tutti i colori, sia dal punto di vista politico che dell'ordine pubblico ma le cose non cambiano mai, o quasi. Allora se non si riesce a risolvere il nodo con le norme e i mezzi che abbiamo a disposizione oggi allora si facciano regole eccezionali come è successo, fatte le debite proporzioni, con la criminalità o gli eccessi del terrorismo. Non serve porgere l'altra guancia.

Quinto Zanetti 

Risponde Beppe Boni

Non è il caso di porgere l'altra guancia per ricevere un ceffone in più dal punto di vista dell'ordine pubblico e non c'è bisogno di leggi eccezionali. Bastano quelle normali. Le regole, i mezzi anche legislativi, la possibilità di sanzioni efficienti sono tutti elementi che abbiamo già in casa. Se si ha la volontà di attenuare gli show dei fracassoni della notte basta applicare le leggi che ci sono e attraverso esse mettere in campo una dinamica di controllo seria. Certo che da oltre vent'anni questo problema agita le notti e i giorni di Bologna e una soluzione strutturale non è mai stata trovata. Però siamo ancora in tempo. Infatti non c'è bisogno di essere molto creativi per trovare soluzioni che se non proprio risolvono radicalmente il problema almeno lo attenuano. Il recente presidio fisso di forze dell'ordine in piazza Aldrovandi ha già dato un risultato: meno fracasso, decibel quasi azzerati nelle ore centrali della notte. Se esistono le regole vanno fatte rispettare. Certo, non si possono riempire le piazze di Bologna di poliziotti e carabinieri, ma si possono intensificare i controlli e dove è possibile applicare sanzioni. I residenti delle aree del centro più sotto tiro chiedono giustamente certezze anche per il futuro contro la movida selvaggia. Serve un Autovelox della notte. Chi sgarra paga. Con l'estate in arrivo gran parte degli studenti universitari lascia Bologna e torna a casa e il problema si attenua. Ma non scompare e viene solo rimandato. C'è quindi tutto il tempo di pensare ad un piano sensato e concreto. Chi ne ha facoltà si metta al lavoro fin da adesso. I cittadini ringraziano, per ora, sulla fiducia.

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