ANDREA ZANCHI
Editoriale
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Una terra di innovatori che punta in alto

T15ARA

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Non poteva che tenersi qui, il G7 della Scienza e della Tecnologia che inaugurerà mercoledì al Tecnopolo. Bologna e l’Emilia-Romagna sono all’avanguardia in Italia nella ricerca e nell’innovazione, come dimostra da ultima la notizia che le Due Torri sono la prima città in Italia, ancora prima di Milano e di altre aree magari con più ‘appeal’ mediatico, per attrazione di investimenti esteri nel nostro Paese.

Non poteva che tenersi qui, questo G7, ma il riconoscimento che viene dato ai nostri territori non deve essere né un punto di arrivo né un incentivo per sedersi sugli allori e pensare che si possa vivere di rendita per i prossimi anni, o peggio, decenni.

Perché nel mondo della ricerca e dell’innovazione la regola d’oro è sempre una: mai smettere di correre. Ed è l’unica che va osservata quotidianamente, se si vuole restare competitivi in un mondo sempre più complesso e dove i centri di potere e di innovazione si sono moltiplicati nel corso degli ultimi quarant’anni.

Il supercomputer Leonardo è una splendida realtà, il Tecnopolo (dopo anni di attesa per lavori che sembravano essere stati inghiottiti nel gorgo tipicamente italico della burocrazia) pure, ma non possiamo fermarci qui. Oltre che sulle infrastrutture, dobbiamo puntare sulle persone: come ha più volte sottolineato Romano Prodi, è il momento di fare di Bologna una città di arrivo e snodo per le migliori menti del mondo accademico, della ricerca e degli investimenti industriali, cercando sempre di alzare sempre un po’ più su l’asticella degli obiettivi.

Ad esempio: dalla città che, prima al mondo, ha istituzionalizzato l’insegnamento dando vita all’Università (vedi alla voce Alma Mater Studiorum, 1088) e che per prima in Europa ha abolito la schiavitù feudale (vedi alla voce Liber Paradisus del 1257), siamo sicuri potrà arrivare un contributo importante, se non fondamentale, alla grande sfida del futuro immediato: quella dell’intelligenza artificiale. Anche questo significa guardare avanti.