Bologna, 21 gennaio 2020 - Un dibattito politico (foto) "all'americana", come quello che ha visto opposti nel 2016 Hillary Clinton e Donald Trump. Ma, nella sala Biagi de il Resto del Carlino di via Mattei (VIDEO), oggi pomeriggio a confrontarsi sui temi in vista delle Regionali c'erano il governatore uscente Stefano Bonaccini (centrosinistra) e Lucia Borgonzoni (centrodestra). Dieci domande, due minuti di tempo per rispondere a testa (l'ordine è stato sorteggiato), un 'gong' a decretare il tempo ormai scaduto. Ha iniziato Bonaccini per le prime cinque domande, poi Borgonzoni per le restanti cinque. Al termine, un minuto a testa per l'appello agli elettori.

Leggi anche Ferrara nel 'duello': viabilità e caso Jolanda

ELEZIONI / Qui il nostro canale dedicato

Riguarda qui il confronto integrale

Sanità

Subito la sanità: il fulcro del dibattito in vista del voto. "E' stato il governo Lega-Cinquestelle stesso a definire la nostra una Regione 'benchmark' (di riferimento, ndr), con oltre 600mila professionisti straordinari - apre le danze Bonaccini -. Questo governo ora investirà ben quattro miliardi in più sulla sanità, un tesoretto per la Regione da 400 milioni: li investiremo in nuovi ospedali (Piacenza, Cesena, Carpi) e per interventi su altre strutture. Io difendo la sanità pubblica, in Lombardia la metà è privata: si tratta di fare una scelta". "Privata perché accreditata - replica subito Borgonzoni -. Qua ci sono tante cose non vanno e quelle che funzionano lo fanno solo grazie al lavoro incredibile, a volte anche più del dovuto, dei nostri professionisti. La Regione dovrebbe fare di più? Assolutamente sì".

Punti nascita

La riapertura dei punti nascita è invece legata da un doppio filo, tra sanità e territorio montano, anche questo al centro della corsa alle urne: "Il governo Berlusconi mise la soglia a 500 parti, sotto i quali i punti nascita dovevano essere chiusi - chiosa il governatore -.  Incontrerò a giorni il ministro Roberto Speranza (alla Salute, ndr) per parlare di nuovi parametri e affrontare questo argomento cruciale". "Invece questa scelta è stata avallata dalla Regione, che la indicò come la giusta strada - sferza la senatrice della Lega -: tutti sappiamo che cancellare i punti nascita significa eliminare un presidio da territori delicati, come quello dell'Appennino: non possiamo pensare di rilanciare queste zone, se non tramite assistenza e vicinanza a chi ci vive".

Lavoro

Lavoro, tasse, autonomia regionale. A metà confronto le risposte si mischiano e i due candidati sfruttano i due minuti a testa per ogni questito collegando i temi tra loro. "Bisogna fare ancora meglio sul lavoro, nonostante tanti traguardi negli ultimi anni (su tutti, Bonaccini cita la crescita dell'occupazione femminile e 13mila posti di lavoro recuperati, ndr): tornare alla piena occupazione - anche questo, uno dei cavalli di battaglia del governatore uscente -. E sarà possibile attraverso un nuovo, ulteriore Patto per il lavoro, oltre che a un accordo sul clima. Sulle tasse, segnalo che chi parla di un taglio netto di Irap e Irpef dovrebbe dire come ha intenzione di metterlo in pratica: noi quest'anno riconsegnamo cento milioni di euro ai cittadini, promuoviamo il primo trasporto scolastico gratuito, tante azioni a favore degli emiliano romagnoli. I miei oppositori?". "Servono fondamenta più pratiche e meno teoriche - rilancia la candidata del Carroccio -. Le ore della cassa integrazione continuano ad aumentare, un dato che deve preoccupare. Creeremo un'aliquota unica Irpef: se non si abbassano le tasse, non si riesce a fare ripartire né la Regione né il Paese".

Autonomia

Che l'autonomia regionale sia terreno di scontro tra centrodestra e centrosinistra, non è una novità. Solo una volta a Lucia è scappato un timido "Bonaccini", al posto dei soliti, freddi 'avversario e avversaria'.  "Assurdo che il mio avversario rivendichi questa come sua battaglia - replica Borgonzoni -: mi fa sorridere. Noi vogliamo una vera autonomia, un assessorato alla Disabilità, poter investire in una vera formazione, che le aziende chiedono: sono queste le nostre priorità". "Il governo deve capire che è arrivato il momento di concedere davvero l'autonomia - sottolinea Bonaccini -: ho firmato personalmente al tempo con i governatori di Lombardia e Veneto la richiesta a Roma per l'autonomia. Siamo presuntuosi? Sì, lo siamo: vogliamo decidere noi come spendere i soldi". 

Sicurezza

Non poteva mancare la sicurezza: "Salvini ha dato a Bologna, visto che ci troviamo qua, un milione e 300mila euro per quella urbana e ha provveduto a un intervento diretto sulla videosorveglianza - chiosa la sfidante alla presidenza di viale Aldo Moro -. Ma la percezione dei residenti non è l'unico nodo: basta pensare all'hub di via Mattei, che qua a Bologna ha visto arrivare tanti richiedenti asilo, senza visite mediche e senza documenti, smistati poi in tutta la regione". "Sulle competenza in materia sicurezza, capiamo questo: la Regione può fare la sua parte a fianco del governo, della magistratura e delle forze dell'ordine - argomenta il governatore -. Un lavoro di squadra: non voglio fare attacchi a Salvini, ma mi chiedo come mai non abbia garantita quella sicurezza promessa quando ha ricoperto il ruolo di ministro".

Il fair play

Nella campagna elettorale più social di sempre, il diretto del Carlino Brambilla ha chiesto ai candidati come valutano i toni e i modi utuilizzati nei mesi che hanno condotto all'appuntamento in programma questa domenica. "Vedo che la mia avversaria posta sui propri profili tutti i giorni gattini e messaggi di buongiorno - attacca Bonaccini -. E pensare che mi è capitata una cosa per la prima volta: pensavo di avere un'avversaria, ho avuto un avversario che l'ha oscurata completamente. E che, dal 27 gennaio, non vedremo più, comunque vada. Come ci ha già dimostrato a maggio dello scorso anno". Una sferzata diretta al leader della Lega. "Bonaccini rappresenta bene il suo partito, il Pd - commenta Borgonzoni -: ha cercato di schernirmi ogni giorno durante la campagna elettorale, continuando a promettere le stesse cose che la sua sinistra promette da 50 anni. Senza che siano mai state realizzate: noi vogliamo liberare l'Emilia-Romagna e lo faremo da lunedì prossimo". E ancora: questa campagna elettorale - rileva l'esponente della Lega - è stata caratterizzata anche dalle Sardine, "che rimangono sempre nell'area della sinistra", hanno riempito le piazze ma "contro una persona. Ho visto tanto astio". La corsa alle urne continua.

Appelli al voto

Alla fine del 'match', dai toni molto pacati - salvo qualche frecciatina pepata -, l'appello al voto. "Non c'entra Bibbiano, non c'entra il Governo, non c'entra la vicenda giudiziaria di Salvini - argomenta Bonaccini -: c'entra l'Emilia-Romagna. Si vota per dare cinque anni di governo a questa regione, possiamo e dobbiamo fare meglio. Ma quando si parla di altri modelli, dico 'no': io voglio l'Emilia-Romagna". "Invece c'entra anche il caso Bibbiano - chiosa Borgonzoni - e sì, c'entra anche il governo del Paese, che vuole vessare i cittadini con tasse su plastica e zucchero. Le cose giuste possiamo tenerle, quelle che non vanno invece no: questa regione non merita di essere la prima tra quelle italiane o in Europa, ma prima tra i primi del mondo".

Il confronto è stato trasmesso in diretta sulla nostra pagina Facebook e sul nostro canale Twitter l'abbiamo seguito passo a passo.

Il confronto Bonaccini Borgonzoni al Carlino