Felicori, Schlein, Venturi: tre nomi per la nuova Giunta dell'Emilia Romagna
Felicori, Schlein, Venturi: tre nomi per la nuova Giunta dell'Emilia Romagna

Bologna, 28 gennaio 2020 - La variabile impazzita del voto che rischia di scompaginare tutto il toto-giunta di Bonaccini ha origini americane, è nata a Lugano e, negli occhi, racchiude tutta la sorpresa di chi sa di averla fatta grossa. Il suo nome è Elly Schlein, 35 anni a maggio, un passato da europarlamentare (eletta con il Pd, poi abbandonato nel 2015) e, soprattutto, 22mila preferenze raccolte domenica nelle tre circoscrizioni dove era candidata per la lista di sinistra “Emilia-Romagna Coraggiosa“: Bologna (dove vive e ha iniziato a fare politica) e Reggio Emilia (eletta in entrambe), più Ferrara. Numeri da record – Schlein è la candidata più votata in regione e la prima in assoluto in Italia nella storia delle regionali –, che avranno inevitabili ripercussioni nella formazione della squadra di governo del Bonaccini-bis.

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Come si fa a tenere fuori una candidata con così tante preferenze? Se lo chiedevano tutti i dirigenti Pd e non solo, ieri, mentre erano alle prese con i primi ragionamenti sulla nuova giunta regionale. Che parte, a quanto sembra, da un punto fermo: non ci saranno esponenti delle Sardine. L’ingresso della Schlein non è affatto automatico e scontato (altro nome di Emilia-Romagna Coraggiosa in corsa è quello del consigliere uscente bolognese Igor Taruffi ), ma senza dubbio il suo exploit non potrà passare inosservato. Così come quello dell’assessore uscente ai Trasporti, il bolognese Raffaele Donini , primo della lista Pd sotto le Due Torri con quasi 14mila preferenze: per lui potrebbero riaprirsi le porte dell’assessorato che si occupa di Infrastrutture (un altro nome in ballo è quello dell’assessore alla Mobilità di Bologna, la dem Irene Priolo ) oppure quelle della presidenza dell’Assemblea Legislativa.

Poi c’è la partita più delicata, quella che riguarda la Sanità. Il titolare uscente, Sergio Venturi, non ha ancora sciolto le riserve su un suo bis e nelle prossime settimane si vedrà direttamente con Bonaccini per decidere il da farsi. Se decidesse di fermarsi – ipotesi al momento considerata come la più probabile – la partita per la sua successione sarebbe ufficialmente aperta. E, tra i primissimi nomi che girano in ambiente Pd, ci sono quelli dell’assessore alla Sanità del Comune di Bologna, Giuliano Barigazzi , e del medico Claudio Vicini , candidato con la civica di Bonaccini a Forlì-Cesena ma non eletto.

Il peso delle preferenze sarà fatto valere anche dall’assessore uscente al Bilancio, la dem Emma Petitti - che a Rimini ha preso 8mila preferenze –, dalle consiglieri dem uscenti Manuela Rontini (oltre 7mila nel Ravennate), Lia Montalti (più di 8mila a Forlì-Cesena) e Marcella Zappaterra (5mila nel Ferrarese) e soprattutto dall’ex sindaco di Scandiano Alessio Mammi , che nel Reggiano ha preso 14mila voti e il cui nome è in pole per il ruolo di capogruppo. Molto probabile, poi, l’ingresso in giunta del segretario regionale Pd Paolo Calvano e quello dell’ex parlamentare modenese Davide Baruffi come sottosegretario. Tra i civici, invece, il bolognese Mauro Felicori (candidato nella lista di Bonaccini in quota Italia Viva ed ex direttore della Reggia di Caserta) è in piena corsa per l’assessorato alla Cultura.

Tra gli assessori uscenti che sperano in una riconferma, il ravennate Andrea Corsini , titolare del Turismo con più di 6mila preferenze, la modenese Palma Costi (Attività Produttive, più di 6mila preferenze) e Patrizio Bianchi , che si è occupato del ‘Patto del lavoro’ e del Centro Meteo Europeo a Bologna.