PAOLO ROSATO
Elezioni Emilia Romagna

Regionali in Emilia Romagna, da Guazzaloca a Ugolini. Biscaglia: "Da civica può liberare tante energie nuove"

L’ex direttore generale in Comune a Bologna ai tempi del ribaltone del ’99: "Il centrodestra ha un’opportunità straordinaria, è bene che la colgano"

Enrico Biscaglia, 68 anni

Enrico Biscaglia, 68 anni

Bologna. 10 luglio 2024 – “Vede, sono 54 anni che la Regione Emilia-Romagna è governata sempre dagli stessi. E pure il Comune di Bologna, quando Guazzaloca vinse nel 1999, veniva da 54 anni di sinistra. Desiderare una discontinuità è necessario".

Enrico Biscaglia, 68 anni
Enrico Biscaglia, 68 anni

Il parallelismo tra le corse di Giorgio Guazzaloca, che da civico 25 anni fa partì alla conquista di Palazzo d’Accursio, e di Elena Ugolini, che da civica due giorni fa ha fatto un passo avanti per candidarsi a presidente in Regione, è inevitabile. E nessuno può spiegare meglio cosa ci sia in evidenza in questa partita, e cosa si possa leggere in filigrana, di chi la cavalcata vincente del ‘Guazza’ la costruì fin dalla campagna elettorale. Lo spin doctor è Enrico Biscaglia, già direttore generale in Comune ai tempi del Ribaltone e che oggi presiede l’associazione ‘Bologna Bene Comune’.

Biscaglia, crede alla cabala?

"Quando per 54 anni c’è quel tipo di continuità, si crea una cristallizzazione, una somma di relazioni che sono sempre quelle. Credo che Elena Ugolini abbia le capacità per mobilitare quelle energie nuove che chiedono un punto di riferimento".

È quindi lei il profilo giusto?

"Sì, occorre una mossa della società civile e della realtà civili della nostra regione per smuovere qualcosa. Per far sì che non si riproduca un risultato che altrimenti è già scritto nei precedenti. Basti vedere i risultati delle Europee. La discesa in campo di Elena, in questo senso, è veramente coraggiosa".

Quali sono le energie a cui fate riferimento lei e Ugolini?

"Noi viviamo in un sistema amministrativo che non si autoriforma mai. L’autoriforma non ha funzionato né nei partiti, né nei corpi intermedi, né in altre realtà. Ecco perché solo rimettendo in campo energie e metodi nuovi si può iniziare a riformare il sistema".

Il Pd ha già attaccato Ugolini, per il curriculum e per l’utilizzo, dicono loro, del civismo come ‘una foglia di fico’.

"Noi tutti conosciamo Elena perché ha realizzato una cosa che tutti vediamo, il liceo Malpighi a Bologna. Un’eccellenza, presa in mano quando era piccola e poi resa grande. Quello che ha fatto Ugolini vale di più di un assessore o di un sindaco. Così rispondo a Bonaccini che parlava della necessità di una ‘esperienza amministrativa’: lui, quando si candidò la prima volta, aveva fatto l’assessore a Modena. Del resto anche di Guazzaloca dicevano che era soltanto un ‘macellaio’, senza capire cosa stesse succedendo".

E sul civismo?

"Ugolini è una civica vera, non è un’operazione al servizio del centrodestra. Non ci sono molte personalità della società civile pronte a mettersi al servizio del bene comune come sta facendo lei. Merita assoluta gratitudine".

Lo stesso centrodestra deve affrettarsi ad appoggiarla?

"Hanno un’opportunità straordinaria, è bene che la colgano, senza diluire troppo i tempi. Che credo saranno ragionevoli".

Cosa pensa dei possibili candidati del centrosinistra, Colla e de Pascale?

"Due persone capaci che hanno fatto probabilmente bene. Ma entrambi garantiscono che non cambierà nulla. Nell’amministrazione regionale degli ultimi tempi ci saranno state anche cose buone, ma serve discontinuità".

Ha fatto bene Ugolini a chiamare a raccolta anche il Pd?

"La stessa cosa la fece Guazzaloca dalla Bolognina, 25 anni fa. ‘Né di destra, né di sinistra’: diventò un jingle. Una vera esperienza civica quel punto di aggregazione lo trova sul progetto. Vede, un vero piano civico deve essere sempre aperto a tutti. È quello che è successo a Castel Maggiore, dove vivo, con ‘Cose nuove’, che ha vinto raccogliendo consensi dai delusi dai partiti".

Arrivando al parallelismo con il 1999, quali sono le cose di cui deve fare tesoro Ugolini?

"Guardare ai bisogni veri delle persone, caratteristica comune. E Ugolini come Guazzaloca costruirà una vera lista civica. Ma guai e peccare troppo di nostalgia: non c’è un modello Guazzaloca, si dovrà costruire un ‘modello Ugolini’. I tempi sono totalmente diversi. Elena come Giorgio, però, dovrà saper suscitare una speranza nelle persone. Per una Regione più attraente, più moderna, bisognerà creare l’onda e far capire che tutto questo si potrà fare. Bisognerà far sì che gli scontenti e chi già non vuole andare più a votare ritrovi una ragione per farlo".

Può esserci un ‘cordolo di Santa Viola’ (un provvedimento di traffico che fece perdere consensi ai Ds a Bologna nel 1999) a favore di Ugolini?

"La gestione della sanità regionale, naturalmente".

Lei la aiuterà per la campagna elettorale?

"È un’amica. Se mi chiederà dei consigli, glieli darò".