Bologna, 11 giugno 2021 - Il Cts ha deciso: il vaccino Astrazeneca non sarà più somministrato a chi ha meno di 60 anni e l'Emilia-Romagna si adegua. Il panico e la confusione generati dalla morte della 18enne di Genova, dopo la somministrazione del vaccino inglese, hanno reso necessario un cambio di rotta. I richiami agli under 60 che come prima dose avevano ricevuto AstraZeneca, verranno effettuati esclusivamente con Pfizer e Moderna.

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La decisione della Regione segue la via della prudenza. AstraZeneca e Johnson & Johnson continueranno a essere impiegati solo per gli over 60 che non sono ancora stati vaccinati. Decisione, lo ribadiamo, in linea con quella del Comitato tecnico scientifico, che sarà consegnata al ministro della Salute Roberto Speranza. Gli eventi avversi degli ultimi giorni avevano spinto il ministero della Salute a chiedere un nuovo parere sull’opportunità di continuare a somministrare AstraZeneca ai più giovani. Gli scienziati hanno preso in esame svariati studi, anche internazionali, sulle controindicazioni per i ragazzi e alla fine hanno deciso per la sospensione. Scegliendo appunto come alternativa per la seconda dose Pfizer o Moderna. 

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l'assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, aveva già anticipato ieri la volontà di attenersi alle indicazioni Aifa, "somministando preferibilmente Astrazeneca ai 60enni". Un open day con questo vaccino, in Emilia-Romagna, si è svolto lo scorso weekend a Ferrara. 

A chi toccano AstraZeneca e Johnson?

ll problema che si porrà è nel come utilizzare i vaccini a vettore virale, ovvero Johnson&Johnson e AstraZeneca. In Regione, dove nella prima fase è stata privilegiata la vaccinazione dei più anziani, è già infatti stato vaccinato l'87,65% degli over 60. Di questi, il 52% hanno già completato il ciclo, mentre gli altri hanno già la seconda dose programmata, che in molti casi è stata fatta con Pfizer e Moderna. Restano fuori (secondo i dati aggiornati alle 10 di stamattina) 169.620 persone, da 60 anni in avanti, che non sono stati ancora vaccinati o perché sono guariti da poco dal Covid, o perché non sono stati raggiunti o perché non si vogliono vaccinare.

È a questa piccola platea, quindi, che dovrebbero rivolgersi le forniture rimanenti e quelle che arriveranno nei prossimi mesi dei due vaccini a vettore virale.

​Che fine fanno le dosi di AstraZeneca avanzate

Le dosi di Astrazeneca che dovessero avanzare, in seguito alle indicazioni del Cts, potrebbero andare ai paesi Covax (Il programma internazionale COVAX è stato intrapreso con l’obiettivo di fornire in tutto il mondo, e in particolare ai Paesi poveri, un uguale accesso ai vaccini anti-covid, ndr). L'ipotesi è stata fatta dal Commissario Francesco Figliuolo in conferenza stampa. Entro fine giugno, ha spiegato, sono attesi 15 milioni di dosi di Astrazeneca: considerando che ci sono potenzialmente 3,5 milioni di over 60 da vaccinare con entrambe le dosi e 3,9 con la seconda, serviranno 10,9 milioni di dosi. "in teoria - ha detto - impiegheremmo quasi tutto il potenziale. E se dovessero rimanere delle dosi saranno credo utilmente impiegate per i paesi Covax, con le prescrizioni sanitarie previste in quei paesi".  

Campagna vaccinale: oltre 3 milioni di dosi somministrate

La campagna vaccinale procede a ritmi sostenuti. Alle 17 le persone che hanno completato il ciclo di immunizzazione sono 1.094.730, le dosi somministrate dall'inizio 3.086.760, di cui oltre 29mila oggi. Prosegue, in maniera scaglionata su fasce d'età, l'apertura delle prenotazioni per la vaccinazione. In mattinata è scattato il via libera per i 30-34enni, i nati dal 1987 al 1991: alle 13 erano 30.018 quelli che hanno ricevuto data, luogo e ora della somministrazione. Si tratta della terza fascia d'età sotto i 40 anni aperta in Emilia-Romagna dopo quella 12-19 anni e i 35-39 anni: lunedì prossimo toccherà ai 25-29enni e mercoledì prossimo ai 20-24enni.   

Locatelli (Cts): negli over 60 Astrazeneca protegge dalla morte

"Sappiamo che oltre i 60 anni gli eventi avversi sono estremamente rari, quindi la campagna comunicativa deve fornire rassicurazioni che nella popolazione di anziani il vaccino AstraZeneca protegge dal rischio di morte o patologie gravi comprese le trombosi legate alla Covid". Lo ha detto a chiare lettere il coordinatore del Cts Franco Locatelli alla conferenza stampa di aggiornamento sulla campagna vaccinale. "Tutta la comunità internazionale - ha spiegato Locatelli - sta apprendendo progressivamente una serie di notizie perchè gli studi non sono paragonabili alle evidenze dell'applicazione nel mondo reale di questi vaccini. Infatti gli studi non avevano messo in evidenza eventi trombotici e gli stessi sono emersi solo nel tempo nella 'real life' e ciò spiega perché inizialmente si era data un'indicazione per Az nei soggetti giovani, perché mancavano indicazioni su anziani". Poi, ha concluso, "è stata cambiata l'indicazione sulla base delle evidenze".

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