ANGELA CARUSONE
Emilia Romagna

Confcommercio e futuro: "Il nuovo governatore riparta dai centri storici. Si deve investire lì"

Il presidente regionale Postacchini: No all’ideologia ambientalista "L’Emilia-Romagna ha già tutto e siamo come un’Italia in miniatura. Il nostro settore crea anche aggregazione sociale, ma abbiamo problemi". .

Confcommercio e futuro: "Il nuovo governatore riparta dai centri storici. Si deve investire lì"

Confcommercio e futuro: "Il nuovo governatore riparta dai centri storici. Si deve investire lì"

Enrico Postacchini, possibili elezioni regionali in autunno. Cosa si aspetta la categoria che rappresenta da chi governerà?

"L’Emilia Romagna è una regione importante, sia dal punto di vista politico che da quello imprenditoriale. Da chi la governerà ci aspettiamo sempre un coinvolgimento nelle scelte e soprattutto una conoscenza approfondita delle problematiche che interessano il territorio. L’Emilia Romagna può essere considerata realmente una piccola Italia in miniatura perché c’è il mare, la montagna, la collina e le città d’arte, siamo una regione completa caratterizzata da una pluralità di imprese. Abbiamo sempre affermato che il comparto che rappresentiamo, il terziario di mercato, oltre che per la dimensione di fatturato aggregato è il più significativo per la sua capacità di creare aggregazione sociale. Siamo quel grande corpo imprenditoriale costituito da una operosa classe media che è stata in grado di evolversi lavorando dalla mattina alla sera".

La caratteristica della Regione?

"Un popolo che lavora, creando non solo imprenditorialità e sviluppo ma anche socialità. Questi sono tutti elementi importantissimi, che chi sarà eletto dovrà tener ben presente.

Quali saranno le prime criticità da risolvere?

"Purtroppo i temi sono più o meno sempre gli stessi perché non sono stati mai risolti. Mi riferisco, ad esempio, a creare le condizioni affinché le imprese possano rimanere sul mercato. Invece di creare ‘pronti soccorsi’ quando ormai la situazione è critica sarebbe necessario creare un contesto favorevole all’impresa, cercando di agire sui fattori che determinano lo stato di crisi. Sappiamo tutti che c’è un’imposizione fiscale esagerata mentre sarebbe importante fare interventi mirati affinché le realtà imprenditoriali possano crescere ed evolversi. Per far sì che questo accada bisogna lasciare le risorse alle imprese affinché possano investire. Un nostro recente sondaggio, che pubblicheremo a breve, mostra come la prima condizione ricercata dalle persone che vogliono acquistare casa è un contesto urbano con servizi e negozi vicini, quindi di prossimità. Da qui discendono tutta una serie di discorsi come sicurezza, degrado, saper governare flussi migratori e così via. Se i centri urbani sono in grado di permettere lo sviluppo di realtà imprenditoriali si innescano meccanismi che fanno girare l’intera economia, generando sviluppo e garantendo nel contempo una sana socialità. Nel bene e nel male l’Emilia Romagna è stata in grado di governare vari fenomeni nel tempo, e continua a essere la locomotiva del Paese insieme a poche altre regioni".

Quindi?

"Quindi dobbiamo continuare in questa direzione, tenendo ben presenti tutti questi elementi. Per continuare a crescere è anche fondamentale non cadere nell’ideologia ambientalista, ma fare cose realistiche e adeguate al luogo. Non vanno mortificati i sentimenti e il saper fare di questa meravigliosa terra".

Cosa si augura?

"Mi auguro che continueremo a essere innovativi, tenendo alto il giusto spirito imprenditoriale, garantendo però condizioni di vita il più soddisfacenti possibili. E’ importante distribuire equamente la ricchezza, permettendo di fare impresa perché parte delle risorse di cui la popolazione dispone non vengono dallo Stato, ma dalle imprese che pagano lo Stato. Ci sono luoghi dove si può ancora investire. Apro una parentesi anche sulle nuove economie, come quelle online: la digitalizzazione a tutti i costi, o meglio le piattaforme di vendita online spingono per conquistare un’economia fisica che paga le tasse e crea aggregazione. E’ importante che tutto quello che abbiamo realizzato non sparisca, quindi è opportuno saper far combaciare nel giusto equilibrio il nuovo con l’esistente".