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11 mag 2022

Covid oggi Emilia Romagna, il bollettino dell'11 maggio 2022: 3.892 contagi

Il tasso di positività dei tamponi cala al 19,5%. In discesa anche  i ricoveri e il numero delle persone attualmente positive: oltre mille meno di ieri. Undici le vittime. Crisanti ha parlato del possibile approdo in Italia di Omicron 5: "Prima o poi arriverà anche qui, è inevitabile"

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Covid, il bollettino di oggi 11 maggio 2022 in Emilia Romagna

Bologna, 11 maggio 2022 - Si alza, rispetto a ieri il numero dei contagiati da sars-Cov-2 che oggi sono 3.892 rispetto ai 2.166 registrati 24 ore fa. Ma questo è l'unico neo di una giornata che vede un bilancio tutto sommato positivo nella lotta al virus. Il tasso di positività dei tamponi è al 19,5%, scendono i ricoveri sia nelle terapie intensive sia nei reparti non critici. Si registra anche un crollo dei casi attivi che sono oltre mille in meno di ieri. Le persone positive al covid che hanno perso la vita sono 11.

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Bollettino Italia 11 maggio 

Sono 42.249 i nuovi casi di Covid registrati in Italia nelle ultime 24 ore contro i 56.015 di ieri e soprattutto i 47.039 contagi di mercoledì scorso, una riduzione del 10% su base settimanale. I tamponi processati sono 294.611 (ieri 371.221) con il tasso di positività che scende dal 15,1% al 14,3%. I decessi sono 115 (ieri 158). Le vittime totali da inizio pandemia salgono a 164.846. In calo i ricoveri. I pazienti in terapia intensiva sono, infatti, 20 in meno (ieri -5), 338 in tutto con 33 ingressi giornalieri, e quelli nei reparti ordinari sono 167 in meno (ieri -156) per complessivi a 8.412. E' quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute.

Covid Emilia Romagna, i dati di oggi

Sono dunque 3.892 i contagi rregistrati oggi in regione, con 11 vittime. L’età media dei nuovi positivi di oggi è di 45 anni, mentre i casi attivi, cioè i malati effettivi, sono 41.618 (-1.089). Le persone guarite sono 4.970 in più rispetto a ieri. 

La mappa del contagio

Bologna registra oggi 986 nuovi casi a cui vanno aggiunti i 118 casi regisatrati nel Circondario imolese. Segue Modena (531) e Parma (514); poi Reggio Emilia (442), Ferrara (319) e Ravenna (318); quindi Rimini (247), Forlì (149), Cesena (140) e Piacenza (128); infine, il Circondario Imolese con 118 nuovi casi di positività su un totale da inizio pandemia di 44.500.

I ricoveri

Nei reparti di area medica ci sono ora 1.217 positivi (-31 rispetto a ieri, -2,5%), età media 76 anni. Nelle terapie intensive dell’Emilia-Romagna sono invece 33 (-5 rispetto a ieri, pari a -13,2%), l’età media è di 65,2 anni: 1 a Piacenza (invariato rispetto a ieri), 2 a Parma (invariato); 4 a Reggio Emilia (-2); 7 a Modena (+1); 8 a Bologna (-3); 1 a Imola (invariato); 4 a Ferrara (invariato); 3 a Ravenna (invariato); 1 a Forlì (invariato) e 2 a Rimini (-1). Nessun ricovero a Cesena (come ieri).

Le vittime

Sono 11 le persone che hanno perso la vita per motivi legati al covid: 2 in provincia di Piacenza (una donna di 89 e un uomo di 67 anni); 1 in provincia di Parma (un uomo di 84 anni il cui decesso è stato registrato dall’Ausl di Reggio Emilia); 2 in provincia di Reggio Emilia (una donna di 96 e un uomo di 89 anni); 1 in provincia di Modena (una donna di 99 anni); 1 in provincia di Bologna (un uomo di 77 anni); 1 nel Circondario Imolese (un uomo di 102 anni); 1 in provincia di Ravenna (un uomo di 86 anni); 2 in provincia di Forlì-Cesena (una donna di 88 e un uomo di 84 anni). Non si registrano decessi nelle province di Ferrara e Rimini.

Chi viene ricoverato per covid

"In rianimazione finiscono ancora anziani e fragili no vax", fatto inammissibile dopo un anno e mezzo di campagna vaccinale: queste le parole di Giovanni Migliore, presidente della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso), in merito alla rilevazione degli ospedali sentinella della Fiaso nella settimana 3-10 maggio. "La curva dei ricoveri Covid continua a scendere e l'arrivo di temperature più alte sicuramente ci aiuterà. Ma non possiamo permetterci distrazioni", ammonisce.  

"Dobbiamo avere fiducia nei vaccini che proteggono molto bene dalla malattia grave - esorta Migliore - L'utilità della quarta dose è sottovalutata, invece occorre ribadire, come ha detto nei giorni scorsi il ministro della Salute, l'importanza di aderire al booster per gli over 80 e per i malati: il piccolo aumento registrato oggi nelle rianimazioni ci dice che si continua ancora a morire di Covid. Con le vaccinazioni e con la quarta dose booster, invece, i più fragili possono essere protetti".  Il report rileva che i no vax in terapia intensiva sono pari al 20%, hanno un'età media di 74 anni e sono al 100% affetti da altre patologie: "Proprio quei soggetti fragili, per comorbidità e per età, avrebbero dovuto fare per primi sia il ciclo primario di vaccinazione contro il Covid sia il booster".

La rilevazione Fiaso sull'occupazione ospedaliera

Dalla rilevazione degli ospedali sentinella della Fiaso, è comunque emersa una continua riduzione dei pazienti Covid negli ospedali: in una settimana il numero dei ricoverati è sceso complessivamente del 7,5%. Un calo più netto si osserva nella fascia pediatrica, con una riduzione che si attesta al 26,5%. Nella settimana 3-10 maggio è stata registrata una diminuzione dei ricoveri maggiore rispetto alla settimana precedente, 26 aprile - 3 maggio; in particolare si sono ridotti in maniera netta, -9%, i ricoverati Covid nei reparti ordinari. Di segno opposto la situazione in terapia intensiva, dove sono aumentati di 11 unità i pazienti. Il piccolo balzo di cifre nelle rianimazioni può tuttavia essere spiegato con il picco in controtendenza rilevato 15 giorni fa, subito dopo Pasqua: quell'incremento di pazienti registrato allora nei reparti ordinari ha portato fisiologicamente, con l'aggravarsi di alcuni casi, a distanza di 2 settimane, all'aumento oggi nelle terapie intensive. Da evidenziare, inoltre, che per due terzi dei ricoverati si tratta di soggetti non vaccinati oppure senza booster, sui quali il virus continua ad avere conseguenze gravi. 

​Crisanti: "Omicron 3 e 4 non più contagiose ma più infettive per i vaccinati"

Nel nostro paese la situazione epidemiologica è sotto controllo, nonostante la diffusione delle nuove varianti Omicron 3 e 4. "Non sono più contagiose, semmai sono più infettive per i vaccinati", ha spiegato alla Dire Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di Microbiologia molecolare all'Università di Padova. "Ciò accade - le parole dell'esperto - perché queste varianti non vengono riconosciute dal vaccino". Dopo Omicron 3, in Italia è stata già isolata la nuova sottovariante BA.4 di Omicron in due laboratori, uno a Reggio Calabria e l'altro a Monza, ma "il punto non è fare la collezione delle varianti - ha detto Crisanti - ma vedere se hanno o meno una capacità di diffusione. Sono due cose completamente diverse". Anche se al momento ne sappiamo "ancora pochissimo, probabilmente hanno una contagiosità un po' più elevata per i vaccinati, ma tutto qui".

Secondo gli esperti, poi, Omicron sarebbe una variante diversa dalle altre proprio per la sua capacità straordinaria di evolversi. Ma Crisanti sottolinea: "non cambia nulla rispetto agli altri virus. Ci sono alcuni virus che cambiano in continuazione, altri un po' é meno". Se ogni variante è stata più abile ad infettare della precedente, ciò accade perché "il processo va in quella direzione, cioè la spinta evolutiva è proprio verso la capacità riproduttiva. Quindi è logico - ha continuato l'esperto - che si avvantaggiano le varianti più infettive". Così, in Sudafrica si va addirittura verso la quinta ondata, con un'ampia diffusione delle varianti Omicron 4 e 5. "Se sono in Sudafrica - la previsione di Crisanti  - prima o poi arriveranno anche in Italia, è inevitabile".

Per quanto riguarda le previsioni sull'estate e sull'autunno, Crisanti ha detto: "Difficile al momento immaginare scenari per il futuro. Dipende moltissimo dalla durata della vaccinazione e da quante persone si infettano durante questo periodo. Una ennesima ondata? Se noi oggi paradossalmente mettessimo delle restrizioni per proteggere i fragili di fatto il virus circolerebbe di meno e avremmo un problema maggiore a settembre/ottobre. Cosa diversa, invece, è permettere al virus di circolare tra le persone sane e proteggere i fragili. Non ci sono alternative a questo approccio".

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