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26 gen 2022

Covid: positivi a scuola, caos quarantena. Tutti in dad senza comunicazioni

Il nostro cronista racconta la sua esperienza con due figli: "Dall’Ausl nessuna notifica dopo giorni, non possiamo nemmeno fare il tampone in farmacia. La fonte più affidabile sembra Whatsapp"

matteo bondi
Cronaca

Forlì, 26 gennaio 2022 - Il nostro giornalista Matteo Bondi è padre di una ragazza di 3ª media e di un bambino di 3ª elementare, che frequentano scuole dell’istituto comprensivo numero 7 di Forlì. Come tantissimi altri ragazzi e genitori, in questi giorni, si trovano ad avere a che fare con didattica a distanza, comunicazioni da parte della scuola e quelle – mancanti – da parte dell’Ausl. Ecco la sua testimonianza nel ginepraio che sta mettendo le famiglie in difficoltà: più per la burocrazia che per gli aspetti sanitari.

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Domenica è arrivata la comunicazione da parte della scuola che metteva, appunto, in didattica a distanza una ventina di alunni della classe di mia figlia, cioè tutti coloro che avevano fatto il vaccino da più di 120 giorni, erano guariti dal Covid da altrettanto tempo o non erano ancora vaccinati. Questo perché in classe si era riscontrato un secondo caso di positività tra i ragazzi.

Nella stessa lettera si legge anche che seguiranno comunicazioni da parte dell’Ausl e che i ragazzi sono considerati in quarantena. Comunicazioni da parte dell’azienda sanitaria che però a tutt’oggi non sono ancora pervenute.

Come ormai tutti sanno, organizzarsi con i figli a casa da scuola per la dad, mentre si deve lavorare, non è facile. Anche solo un giorno in più o in meno significa permessi, ritardi al lavoro, richieste di aiuto che arrivano fino a coloro che a fatica saluti per Natale. Inoltre, senza la lettera di quarantena, è difficile spiegare a tua figlia che non può andare a fare sport o vedere gli amici, soprattutto perché non sai rispondere alla domanda: fino a quando? Appunto.

Che il secondo positivo sia andato a scuola fino a giovedì scorso lo sappiamo dalla chat di classe dei genitori. Facendo due calcoli, ieri era il quinto giorno che, da decreto governativo, permette ai vaccinati e guariti di poter rientrare previo tampone negativo. Solo che per fare il test serve la comunicazione dell’Ausl che certifica l’inizio della quarantena, proprio quella che a noi manca.

Per questo motivo ho telefonato alla scuola: per capire se potevamo arrangiarci e mandare comunque i figli in classe con il tampone negativo. Peccato che, come mi ha spiegato la referente della scuola, la comunicazione dell’Ausl non manca solo a noi, ma sono ben 6 le classi nella stessa condizione e, in questo modo, per la scuola è impossibile capirci qualcosa, anche perché il giorno di inizio noi lo abbiamo calcolato con informazioni reperite su Whatsapp, ma dovrebbe esserci un metodo oggettivo che vada oltre il rapporto di fiducia tra genitori.

Fare un tampone in farmacia? Anche quello lo puoi fare solo se hai il foglio dell’Ausl, sempre quello che a noi manca. Durante la ricerca di informazioni poi ti imbatti in altri genitori che hanno secondi e terzi figli, scopri così di classi delle elementari che hanno ricevuto il foglio di quarantena il giorno dopo la fine della quarantena o il giorno stesso, quindi dieci giorni dopo l’accertamento dei casi positivi. A questo punto non ti stupisci più che, nella classe di mio figlio, con un caso accertato mercoledì scorso e altri due ieri, non vi sia alcun provvedimento in atto. Soltanto ieri sera è arrivata la richiesta di effettuare il tampone. Ma non dall’Igiene Pubblica: su Whatsapp da parte delle maestre.

I bambini , non solo i miei, stanno bene. Il decuplicarsi delle casistiche per cui un bambino stia in dad, invece, è estremamente deleterio per noi genitori, per l’istituzione scolastica e, presumo, anche per l’Ausl. Una semplificazione sembra essere indispensabile. Altrimenti un genitore potrebbe forzare il protocollo, con un tampone (magari a pagamento) e poi... la scuola lo rimanderebbe a casa? Ma così facendo l’anarchia si impadronirebbe di insospettabili padri e madri di famiglia.
 

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