Bologna, 1 luglio 2021 - Niente didattica a distanza in caso di focolaio o zona rossa per gli studenti che si sono vaccinati. A lanciare l’idea di una sorta di lasciapassare scolastico è Raffaele Donini, assessore alla Sanità della Regione Emilia-Romagna, a margine di una conferenza stampa all’ospedale Maggiore di Bologna. Donini ribadisce la necessità di "vaccinare la popolazione scolastica dai 12 ai 19 anni" entro l’estate, in modo da "completare il ciclo prima dell’inizio della scuola".

L'assessore regionale Raffaele Donini ha proposto un Green pass per gli studenti

"Già oggi abbiamo il personale vaccinato oltre l’80%- ricorda Donini - avendo anche la possibilità di vaccinare i ragazzi, potremmo iniziare la scuola a settembre in maniera sicura". L’assessore lancia quindi "un’idea, che mi piacerebbe sottoporre alle autorità competenti. Cioè, considerare proprio la vaccinazione come elemento che possa di per sé scongiurare in qualsiasi scenario epidemiologico la didattica a distanza". Per cui, spiega Donini, "qualora anche vi fossero focolai in classe o scenari epidemiologici molto diversi da quelli favorevoli che stiamo vivendo in queste settimane, i ragazzi che sono vaccinati hanno tutte le condizioni per rimanere in classe e quindi superare l’esperienza della Dad".

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Sulla strategia del ritorno a scuola Fratelli d’Italia esprime però dubbi. Per il consigliere Fdi, Michele Barcaiuolo, le dichiarazioni dell’assessore "potrebbero indurre i dirigenti scolastici a provvedimenti incentivanti la didattica a distanza (dad) soltanto per gli studenti non vaccinati con le conseguenti ripercussioni psicologiche e sociali". I dirigenti scolastici, secondo il consigliere, potrebbero inserire questa evenienza nel piano per la didattica digitale integrata. Famiglie e studenti, conclude l’esponente Fdi, hanno già cambiato le loro abitudini per adeguarsi alla Dad, "con ripercussioni sul piano economico e lavorativo e con i ragazzi costretti a stare ore davanti a uno schermo". In una interrogazione Barcaiuolo chiede alla Giunta viene chiesto "se sia stato definito un protocollo per la ripartenza in presenza della scuola".

E intanto la variante delta anche in Emilia-Romagna è in aumento, anche se non scatta un allarme vero. A Bologna si stima che rappresenti il 25% dei casi positivi. Lo ha ribadito sempre l’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, insieme al direttore generale dell’Ausl di Bologna, Paolo Bordon. "La variante delta è in Emilia-Romagna, come da altre parti, in aumento - conferma Donini - abbiamo deciso già da giorni di sequenziare tutti i casi positivi, perchè sono pochi rispetto alle ondate precedenti". L’assessore poi aggiunge: "I nostri microbiologi continuano a sostenere che la variante delta è più diffusiva, ma non abbiamo ancora gli elementi per ritenere che sia anche più cruenta". Tesi peraltro diffusa nella comunità scientifica.

Il timore però cresce anche a Bologna, dove alcuni casi "sono già stati sequenziati e tracciati – conferma Bordon – si stima che un 25% dei casi positivi possa essere di variante delta". Per questo, continua il direttore dell’Ausl, "tutti i tamponi positivi vengono inoltrati ai laboratori specializzati per il sequenziamento. Ma soprattutto l’arma che abbiamo sono i vaccini. Dove è molto diffusa è dimostrato che con la garanzia delle seconde dosi si riesce a limitare oltre il 95% il rischio dell’ospedalizzazione".

E nello scenario dei vaccini si affaccia di nuovo il tema degli over 60. Sono di nuovo previsti Open day con Johnson&Johnson riservati agli over 60 per recuperare chi ad oggi non si è ancora vaccinato. È la “linea d’azione” a cui sta lavorando la Regione. "Per cercare di vaccinare quei pochi over 60 che mancano all’appello - spiega Donini -stiamo pensando anche a formule un po’ dinamiche, ad esempio usando la formula degli Open day riservati a loro con J&J, e anticipando la seconda dose di Astrazeneca, sempre all’interno del periodo delle 10 settimane".

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