Lotta alla contraffazione e al lavoro nero in Emilia Romagna: quarantasei realtà insieme per un’economia legale

Siglato in Prefettura il protocollo, sottoscritto con la Guardia di Finanza, per la salvaguardia di economia e lavoro in regione

La presentazione del protocollo 'Tutela dei distretti industriali e dell'economia legale'

La presentazione del protocollo 'Tutela dei distretti industriali e dell'economia legale'

Bologna, 23 giugno 2023 – Tutelare e difendere l’economia legale e i distretti industriali della Regione attraverso la lotta al commercio di prodotti contraffatti e pericolosi ed il contrasto al lavoro nero o irregolare, all’abusivismo commerciale ed ai tentativi di infiltrazione della criminalità economico - finanziaria. Questi gli obiettivi del patto per la legalità sottoscritto oggi, sotto forma di un protocollo d’intesa, nella sala della guardia di palazzo Caprara, alla presenza del prefetto Attilio Visconti e dei rappresentanti delle 46 parti che aderiscono all’accordo: istituzioni pubbliche, enti, sindacati, associazioni di categoria, d’imprese, professionali e di consumatori. In particolare, erano presenti il presidente della Regione Stefano Bonacciani, il procuratore generale Lucia Musti, il comandante regionale della Guardia di Finanza Ivano Maccani e poi il direttore dell’Ispettorato interregionale del lavoro, i direttori regionali dell’Agenzia delle Entrate e dell’Inail, il vice presidente nazionale di Confindustria, il rettore dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emila, i vertici regionali dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, nonché il presidente nazionale del Codacons.

Il patto

Il ‘patto’ a tutela dell’economia legale e dei distretti industriali, promosso dal comando regionale della Guardia di Finanza al fine di rendere più incisiva, competitiva e compartecipativa la tutela economico-finanziaria del territorio regionale, rappresenta un unicum a livello nazionale, per numero ed entità degli attori coinvolti, nonché per gli ambiziosi obiettivi che intende perseguire. Più in dettaglio, con un approccio trasversale, l’accordo mira a tutelare nel suo complesso l’economia sana da fenomeni di infiltrazione della criminalità economico - finanziaria ed altri illeciti intimamente correlati, quali la contraffazione in tutte le sue accezioni, il lavoro nero e irregolare ed il ‘caporalato’, così come fortemente auspicato dal territorio emiliano romagnolo, attraverso la creazione di una rete permanente di preziose ed efficaci relazioni interistituzionali che può essere sintetizzata con uno slogan: “Tutti in campo contro la cultura dell’illegalità economico finanziaria”. L’iniziativa, partendo da un dato di fatto, ovvero “chi meglio di chi vive il territorio conosce i problemi che lo caratterizzano» e dalla constatazione delle oggettive difficoltà per commercianti, agricoltori, artigiani, industriali, di sapere come, a chi e quando comunicare una situazione illecita, considerati peraltro i possibili rischi di ritorsioni, ed ispirandosi anche ad una sempre più crescente ‘domanda di sicurezza’, si pone l’obiettivo di poter disporre e valorizzare sul territorio ‘sensori’ qualificati, quali, in particolare, le associazioni di categoria, gli enti locali, i sindacati, le associazioni a tutela dei consumatori. Tutelando, nel contempo, l’identità dei segnalanti.

La ‘cabina di regia’ e gli algoritmi

Un ruolo centrale assumerà la ‘cabina di regia’ al comando regionale della Finanza, con il compito di elaborare, gestire, analizzare, approfondire e integrare le segnalazioni di illeciti preventivamente raccolte e filtrate dagli ‘sportelli sicurezza’ in fase di attivazione in Regione, associazioni di categoria e sindacali, nell'ottica di trasformare le stesse in preziosi spunti d'indagine per i reparti del corpo dislocati in tutta la regione che avranno la possibilità di conoscere e combattere, sul nascere, le manifestazioni di illegalità, che tentano di radicarsi nel territorio. Altra peculiarità del progetto, il coinvolgimento del mondo accademico e scientifico regionale, non solo in termini di attrezzature e laboratori per le verifiche tecniche sui prodotti oggetto di accertamento, ma di ricerca scientifica, applicazione di metodi innovativi e nuove tecnologie investigative, inclusa l’analisi di informazioni tramite algoritmi evoluti che opportunamente ‘indirizzati’ tramite specifici indicatori di rischio, consentano, l’individuazione di target sensibili su cui indirizzare ispezioni e controlli mirati nonché conferire trasparenza sulla effettiva provenienza delle merci e ‘rintracciare’ automaticamente i siti web che commercializzano prodotti contraffatti. Il tutto con lo scopo di essere pronti ad affrontare efficacemente le odierne, imminenti e soprattutto future sfide info-investigative, rese peraltro più difficoltose dalla sempre più repentina mutevolezza degli scenari e dalla crescente globalizzazione delle relazioni commerciali e finanziarie. L'essere giunti a concretizzare questo accordo proprio ora, un momento di ripresa delle attività economiche sulle quali si sono appena abbattute nuove avversità, ne aumenta l'assoluta rilevanza rispetto allo scenario che va a profilarsi, contraddistinto dall'urgente necessità di tutelare la sicurezza economico-finanziaria a salvaguardia del "sistema paese", nella delicata fase post emergenza.