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11 feb 2022

Discoteche aperte, i gestori: "Riparte solo il 30-40% dei locali"

Gianni Indino, presidente regionale del Silb-Fipe: "Le aspettative non sono rosee, con la capienzal al 50%. E la gente deve pagare le bollette"

11 feb 2022

Bologna, 11 febbraio 2022 - E' scoccata l'ora X: dopo due anni le discoteche da oggi, 11 febbraio, possono riaprire i battenti. Ma restano molte ombre, come raccontano i gestori: "Si riparte, ma lo stato d'animo non è dei migliori - dice Gianni Indino, presidente regionale del Silb-Fipe, il sindacato dei locali da ballo - Saranno circa il 30-40% i locali dell'Emilia-Romagna che riusciranno a presentarsi puntuali a questo appuntamento, ovvero quelli in grado di ripartire in poco tempo, quelli che ci hanno sperato e ci hanno creduto mantenendo la macchina oliata e pronta ad accendersi nonostante i costi". 

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Una serata in discoteca, foto generica (Ansa)
Una serata in discoteca, foto generica (Ansa)

Il fatto è, spiega Indino, che "aprire dall'oggi al domani non fa parte del nostro lavoro: non è così che funziona per i locali, che hanno come necessità primaria quella di programmare. Anche se abbiamo avuto il via libera per l'apertura, le aspettative non sono rosee: chi apre oggi lo fa solo per riprendere con il lavoro, per rimettere in piedi lo staff, con l'auspicio che le restrizioni vengano gradualmente ma velocemente eliminate". 

Inoltre, "è pura utopia - dice - pensare che un locale possa reggere per molto tempo una capienza al 50%. Il differenziale tra costi di apertura, spese e incassi sarà a saldo negativo. Come associazione continueremo dunque a pressare il governo attraverso tutti i nostri canali per tenere un faro acceso sul nostro settore anche da domani, quando magari si sarà spenta qualche telecamera perché abbiamo riaperto".

Poi una punta di amarezza: "Tra la gente c'è voglia di tornare a divertirsi, ma il prezzo della vita sale e quello del divertimento sarà un capitolo di spesa sacrificabile". Se nelle case oggigiorno arrivano bollette triplicate, aggiunge Indino, "non va certo meglio alle nostre aziende, che stanno ricevendo fatture inimmaginabili. Il differenziale tra costi di apertura, spese e incassi sarà a saldo negativo".

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