Bologna, 10 maggio 2021 - Sabato e domenica le Giornate Fai di primavera, in Emilia Romagna offriranno davvero un ampio panorama di scelte tra natura, cultura, storia e arte, tanti luoghi da scoprire che spesso non sono così accessibili. Una vera e propria occasione per chi ama questi tipo di turismo diverso e molto affascinante. Quest'anno, per la XXIX edizione, saranno aperti ben 46 beni in 25 località dell'Emilia-Romagna per i quali sarà obbligatorio prenotarsi entro il giorno prima della visita tramite il sito del Fai dove si possono trovare le schede dei siti visitabili.

AGGIORNAMENTO Fai di Primavera: dal debutto di Napoleone alle rose più rare. Weekend nei segreti dell'Emilia Romagna

Bologna: ville, palazzi e storia archeologica

A Bologna si potrà dunque andare alla scoperta del Grand Hotel Majestic, conosciuto come Baglioni e dalla grande storia. Nasce davanti ala cattedrale bolognese come seminario anche se tutti lo conoscono come hotel entrando a far parte della storia moderna ma che, al suo interno, mostra una delle strade importanti romane. A Palazzo Caprara si scoprirà la storia locale che si intreccia con Napoleone e di particolare bellezza è la stanza della regina che eccezionalmente il Prefetto consentirà di visitare. Alla storia napoleonica è legata anche Villa Aldini che, oltre al magnifico panorama sulla città mostra anche i resti medievali della Rotonda della Madonna del monte. A Castel San Pietro Terme la Palazzina Malvezzi è un altro esempio della tipica villa bolognese con la corte, sia per gli aspetti costruttivi che stilistici. Imola e il suo Parco delle acque minerali mostra invece uno spaccato della storia archeologica arrivando fino ai primi insediamenti dell’area bolognese, un sito estremamente interessante naturalistico ma con riflessi sulla vita del territorio fino ad oggi. Arrivando a San Giorgio di Piano, si potrà invece godere della vista dell’oratorio della Beata Vergine e San Giuseppe mentre a Sasso Marconi, per gli amanti delle scienze applicate si potrà vivere un focus su Guglielmo Marconi visitando anche Villa Griffone dov’è il museo con le scoperte marconiane.

Ferrara e i suo scrigni segreti

Spostandosi in provincia di Ferrara, nelle campagne di Cento, invece, sarà aperto l’antico Oratorio della Crocetta mentre a Codigoro, si potrà eccezionalmente visitare l’impianto idrovoro del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara che per la prima volta dopo il restauro post sisma, apre anche le porte al pubblico di Palazzo Naselli Crispi di Ferrara, datato 1530 e rivisto nel 1800 da Girolamo da Carpi.

In giro per la Romagna

Spostandosi in romagna, l’attenzione di Cesena sarà per la storica Biblioteca Piana, Palazzo Guidi e la pinacoteca. Non si trascura il ricordo del passaggio in terre romagnole di Dante con Palazzo Albicini a Forlì, che si unisce a Casa Mazzoni e le Arene Forlivese, e a Galeata con la passeggiata dal Palazzo del podestà al Sasso di Dante che può comprendere la villa romana e tanti altri pezzi di storia.

A Modena e provincia tra chiostri e orti botanici

Portandosi in zona modenese, invece, ecco Finale Emilia con il cimitero ebraico e il ghetto, un percorso poco noto ma che vede radici dell comunità ebraiche fin dal 1540 mentre a Modena l’attenzione sarà sui chiostri e sul percorso innovativo che fonderà la street art con il centro storico. A Parma si parlerà di medicina con l’antica Farmacia San Filippo Neri e l’ospedale vecchio che racconta la storia dei nosocomi nati come grandi istituti benefici dal ‘400 in poi ai quali si aggiunge la Badia di S. Maria della Neve e sentiero d'arte a Torrechiara, Orto Botanico, Palazzo dell'agricoltore, Palazzo Tarasconi, Villa Picedi.

A Piacenza natura e culto

Nel piacentino, a Bobbio invece, sul filo delle acque seguendo la Valle del Torrente Bobbio e culto, arte e storia l’itinerario mariano a Bobbio. A Caorso una passeggiata farà vedere le architetture diverse ed esempi storici di una storia lunga e diversificata toccando anche la Chiesa di Santa Maria Assunta, a Piacenza si conosceranno i chiostri di San Sisto, Sant’Antonino, l’ex Monastero di Sant'Agostino.

Il roseto didattico di Ravenna e il Seminario vescovile di Reggio

Per chi vuole immergersi nella natura, nella provincia di Ravenna sono in programma iniziative imperdibili: dalla visita ad un roseto didattico a quella di un’oasi naturalistica fino alla scoperta dell’habitat di un bosco; continuando l’esplorazione del paesaggio naturalistico, a Rimini, si seguirà il percorso di un fiume, il Rio Melo, un piccolo corso d’acqua con una grande storia per il territorio: a Bagnacavallo il Podere Pantaleone, a Cervia la Chiesa di Santa Maria del Suffragio, a Faenza il roseto didattico sperimentale "Raffaele Bazzocchi", a Ravenna i giardini pubblici della loggetta lombardesca, a Russi l’area di riequilibrio ecologico della Villa Romana. Infine, Reggio Emilia con il Seminario vescovile e Riccione con la passeggiata sul Rio Melo

L'assessore Felicori: "Un programma esaltante pieno di novità"

“La parola principale è “sussidiarietà” ovvero quanto fanno le realtà come il Fai che aiutano le istituzioni a salvare il patrimonio culturale dalla rovina, guardando al futuro – ha detto l’assessore regionale alla Cultura e Paesaggio, Mauro Felicori –. Fai che può essere aiutato anche tramite il 5x1000 e che richiama sempre più i cittadini ad essere parte attiva nel panorama culturale. Venendo al programma delle Giornate di primavera Fai, è esaltante, ricco di novità e offre una occasione di conoscenza importante”. A questo proposito ha anche accennato che tra i progetti del piano della rinascita è stato indicato il delta del Po e che, anche per l’estate prossima il tema della natura e del Po sarà contemplato.

"L'Emilia Romagna? Storia ed essenza geologica e ambientale"

Ad illustrare il viaggio che il Fai propone tra palazzi storici, luoghi di culto, giardini, castelli, borghi e luoghi insoliti, il 15 e 16 maggio è stata la presidente Carla di Francesco che per tanti anni è stata responsabile dei servizi del Ministero della Cultura in Emilia Romagna. “La missione e l’importanza del Fai è la sussidiarietà e lo sviluppo di intenti che valorizzino e contribuiscano a capire e restaurare infinite varietà di beni culturali, paesaggistici e naturali del nostro territorio – spiega - quello emiliano è una sorta di sintesi perché si va dal mare alla montagna, ha città d’arte, la storia dell’uomo dagli etruschi alle grandi opere rinascimentali passando dalle bonifiche degli estensi fino alle grandi dinastie. Una regione varia nella storia ma anche nell’essenza geologica e ambientale. Le giornate Fai di primavera, soprattutto quest’anno rispecchiano la natura della nostra regione. Lo spirito che ci muove è dato anche dai nostri delegati e dal grande numero di gruppi dei giovani, vedendo davvero una grande proliferazione e interesse da parte dei cittadini. Di rilevanza far notare che i luoghi individuati quest’anno riflettono gli interessi, la necessità e la voglia delle persone di uscire e riprendere a viaggiare e conoscere”.

Giornate Fai di Primavera: ecco come prenotare

E’ la referente Fai Barbara Rossi, infine, a ricordare che per poter visitare i luoghi indicati, è indispensabile che i visitatori effettuino la prenotazione sul sito Fai entro la mezzanotte del giorno precedente il sabato o la domenica.