Bologna, 14 maggio 2021 - È in programma domani e domenica, in tutta Italia, la 29esima edizione delle giornate Fai di primavera, manifestazione promossa dal Fondo ambiente italiano per celebrare la bellezza del patrimonio che ci circonda. Primo grande evento nazionale dedicato ad arte e cultura dopo la lunga chiusura per Covid, l’iniziativa prevede l’apertura di 600 luoghi – molti dei quali sconosciuti o accessibili in via eccezionale – in 300 città: di questi, 46 sono emiliano-romagnoli.

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Tra le aperture più interessanti, spicca il Grand hotel Majestic ex Baglioni, storico albergo di lusso nel cuore di Bologna, per il quale le richieste di visita sono da tempo esaurite. Trasformato in hotel nel 1912 – prima era il seminario arcivescovile – ha innumerevoli storie da raccontare: le sue fondamenta poggiano nella Bononia romana, e nell’ottobre del ’44 fu oggetto di un attentato partigiano, organizzato per colpire un comando nazista installato nelle sue camere. Nel corso degli anni vi hanno dormito, tra gli altri, Federico Fellini, Lady Diana e Filippo Tommaso Marinetti.

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Sempre a Bologna, è pronto ad accogliere il pubblico anche Palazzo Caprara, sede della Prefettura dal 1927: risalente alla seconda metà del Cinquecento, l’edificio dei nobili Caprara accolse il generale Bonaparte al suo primo arrivo a Bologna nel 1796, in quella prima campagna d’Italia che lo rese celebre. Divenuto imperatore Napoleone lo acquistò, per poi donarlo alla principessa di Bologna, Josephine de Leuchtenberg, nipote dell’Imperatrice Giuseppina e moglie del re di Svezia.

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I giovani del gruppo Fai di Modena accompagneranno i visitatori in una passeggiata all’insegna della street art; in alternativa, sarà possibile immergersi nel silenzio del monastero benedettino di San Pietro. A Ferrara si potrà visitare Palazzo Naselli Crispi, residenza nobiliare che, nella sua lunga storia, ha ospitato anche la banca romagnola del Piccolo credito, travolta dal fallimento nel primo dopoguerra.

In Romagna, Forlì vedrà dischiudere, in occasione dell’evento Fai, le porte della sua Arena, che fu punto di riferimento per la vita culturale della città fino alla chiusura, nel 1977. Sul colle Persolino, a pochi passi da Faenza, sarà invece una scuola ad accogliere i visitatori: l’istituto agrario custodisce al suo interno, oltre a una superficie coltivata di 13 ettari, un roseto ricco di specie antiche. Ma nel Ravennate sono tante le proposte pensate per chi intende vivere una giornata a contatto con la natura: da un percorso guidato tra i sentieri del podere Pantalone, a Bagnacavallo, all’itinerario fra gli arbusti storici dei giardini pubblici della loggetta lombardesca, nel centro di Ravenna.

Chi parteciperà alle giornate Fai di primavera non avrà solo l’occasione di scoprire beni di inestimabile valore storico, artistico e naturalistico, ma contribuirà a sostenere la Fondazione.

Per prenotarsi e prendere parte all’iniziativa è richiesta, infatti, una quota minima di 3 euro. Chi lo desidera, inoltre, potrà aiutare il Fai versando un contributo di importo maggiore, sottoscrivendo un’iscrizione annuale o inviando un sms solidale al numero 45586, attivo fino al 23 maggio. La manifestazione si svolge grazie all’entusiasmo di migliaia di volontari, riuniti in 335 delegazioni attive in tutte le regioni. Proprio a riconoscimento del grande sforzo profuso dai volontari, nei giorni scorsi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito alla Fondazione una targa d’onore.