Bologna, 12 ottobre 2021 - Meno tre a venerdì 15 ottobre quando, per lavorare, sarà obbligatorio il Green pass o il tampone negativo. Fino al 31 dicembre, chi non può vaccinarsi potrà fare il tampone gratis, mentre per tutti gli altri il costo sarà di 15 euro, che scende a 8 per i minorenni. Anche se in Emilia Romagna la copertura vaccinale ha raggiunto numeri record, c’è una fetta di lavoratrici e lavoratori che non si è immunizzata e deve ricorrere al tampone. Di conseguenza, in questi giorni, è aumentata in maniera esponenziale la richiesta alle farmacie di fare il tampone.

Come scaricare il Green pass Green pass lavoro: perché si parla di rischio caos dal 15 ottobre Long Covid e fibromialgia: il legame scoperto dagli esperti del Rizzoli di Bologna - I test salivari sono validi per il Green pass? Come si fanno. Video

Sono 950, in Emilia Romagna, le farmacie che fanno tamponi rapidi e molecolari

Green pass obbligatorio: dove serve e dove no

L’esito del test molecolare, lo ricordiamo, ha una durata di 72 ore: 48 ore per il test rapido. Le farmacie – ci racconta Achille Gallina Toschi (nella foto sotto), presidente di Federfarma Emilia Romagna – si stanno attrezzando per organizzare e gestire il maggiore flusso dei prossimi giorni confermato già dal netto aumento delle prenotazioni. Un autentico boom, conferma il presidente Gallina Toschi, che nelle zone più industrializzate arriva al 50%. Tante anche le persone che hanno già fatto prenotazioni calendarizzate ogni due giorni: lunedì, mercoledì e venerdì. Le farmacie si sono attrezzate allungando gli orari di servizio e allestendo nuovi spazi.

Achille Gallina Toschi, presidente di Federfarma Emilia Romagna

Green pass obbligatorio: dove serve e dove no

Achille Gallina Toschi, presidente di Federfarma Emilia Romagna, come contate di reggere l’onda d’urto delle prenotazioni di chi sarà obbligato, dal 15 ottobre, a fare il tampone ogni 48 ore perché non è va ccinato?
"Per fortuna, rispetto al resto del Paese, l’Emilia-Romagna è partita con i tamponi nelle farmacie già dal dicembre del 2020, perciò abbiamo una macchina organizzativa molto rodata. Abbiamo già avuto altri periodi difficili, come quello contestuale all’introduzione dell’obbligo del green pass in determinati luoghi, dal 5 agosto. Siamo in grado di reggere l’urto".
C’è un boom di prenotazioni per i tamponi, in vista della deadline del 15 ottobre?
"Sì. Senza dubbio in questi giorni stiamo ricevendo moltissime prenotazioni. Le prossime due settimane saranno molto calde e difficili. Faremo delle riunioni fra le varie realtà provinciali di Federfarma per considerare la situazione e applicare dei correttivi, ad esempio anticipare l’orario di apertura delle farmacie, come già sta accadendo in diverse città, in modo che chi deve andare a lavorare possa prima fare il tampone. Quest’ultimo accorgimento, ovviamente, serve a chi decide di fare il tampone rapido e potrà così avere l’esito in breve tempo".
Quali altre novità introdurrete per far fronte alla maggiore richiesta di tamponi?
"Alcune farmacie aggiungeranno una seconda postazione per i tamponi, mentre alcune realtà dei centri più piccoli offriranno il servizio anche durante gli orari di chiusura, ad esempio durante la pausa pranzo".
Che aumento avete avuto sul fronte della domanda di tamponi?
"Nelle zone più industrializzate dell’Emilia-Romagna, come Modena e Bologna, l’incremento di richieste si avvicina al 50%, ma più che altro sono aumentati gli appuntamenti ripetuti per il tampone, quelli calendarizzati ogni tre giorni, soprattutto il lunedì, il mercoledì e il venerdì. È aumentato anche il numero delle persone che ricorre a piattaforme web per effettuare prenotazioni poi rinnovate durante la settimana".
Avete ancora dei posti disponibili per i tamponi?
"Sì. Il nostro sistema ha retto bene. Le prenotazioni sono tante, ma le farmacie che hanno aderito all’accordo regionale e nazionale sono ben 950, circa il 90% del totale".
Quanti tamponi state facendo in questi ultimi giorni?
"Dipende dalla dimensione delle farmacie: andiamo da un minimo di 10 tamponi a un massimo di 100 al giorno, nelle attività più grandi".
Pensa che al termine di queste due settimane qualcuno deciderà di vaccinarsi, abbandonando la decisione di fare il tampone ogni 48 ore?
"Sì, ne sono convinto, anche per via dei riscontri positivi sulle vaccinazioni anti-Covid in farmacia".
Sono partite il 30 settembre, come stanno andando?
"Stanno andando avanti molto bene. Dal 30 settembre, abbiamo utilizzato più di 130 flaconi di siero, quindi abbiamo effettuato più di mille inoculazioni in 10 giorni. In effetti, poter fare i tamponi ci permette di parlare con le persone in modo più approfondito e spiegare loro i vantaggi e le caratteristiche della vaccinazione anti-Covid. Molti si convincono a vaccinarsi perché riescono ad interfacciarsi con una realtà che si trova sotto casa e nella propria zona di comfort, quella della farmacia di vicinato, e con persone in cui hanno fiducia. La Regione ci ha dato questo compito per poter incentivare la qualità dell’interazione con i cittadini, non la quantità, ed è proprio ciò che sta avvenendo".