PIERFRANCESCO PACODA
Emilia Romagna

Milva, è tornata la pantera di Goro. A Bologna rivive la sua leggenda

Mostra fino a febbraio. Una vita da protagonista, dalla musica al teatro. È scomparsa nel 2022

Milva, è tornata la pantera di Goro. A Bologna rivive la sua leggenda

Milva, è tornata la pantera di Goro. A Bologna rivive la sua leggenda

In una dimensione culturale nella quale i confini tra popolare e istituzionale sono sempre più rarefatti, l’esperienza umana e artistica di Milva, nome d’arte di Ilvia Maria Biolcati è la perfetta rappresentazione di come i linguaggi creativi possono viaggiare veloci, diventando un riflesso, e una messa in scena delle trasformazioni sociali. Così è stato in una carriera straordinaria, quella della ‘Pantera di Goro’ scomparsa nel 2022, che da un paese in provincia di Ferrara è arrivata non solo ai vertici delle classifiche discografiche, ma è riuscita con inarrivabile disinvoltura, a mettere insieme il rigore delle partiture compositive di Ennio Morricone con Sanremo, il teatro dell’amato Strehler con il pop.

Una storia appassionante, ricostruita nella bella mostra al Museo Internazionale della Musica di Bologna ’In arte, Milva’. Curata da Anna Maria Lorusso e Lucio Spaziante, l’esposizione è stata resa possibile grazie all’importante donazione dell’archivio con tutti i materiali della cantante, che la figlia, Martina Corgnati, ha fatto alla Biblioteca delle Arti dell’Università di Bologna. Lei, alla sua terra, era molto legata, come lo era alle tradizioni musicali, al grande repertorio del folk italiano, del quale è stata una delle massime interpreti, grazie alla sua partecipazione al Cantacronache di Fausto Amodei, con il quale ha recuperato, tra le prime, quell’immenso repertorio legato alle radici e alla civiltà contadina, valorizzato prima che scomparisse. La mostra ricostruisce il suo avvicinamento, alla musica prima e al teatro poi, con i tanti incontri che ne hanno segnato l’evoluzione. Da quando, a 17 anni, si trasferisce con la famiglia a Bologna, e partecipa ai primi provini, con il desiderio di emulare, anche per una certa somiglianza nel fisico gracile, la Audrey Hepburn di Sabrina, per poi iscriversi, a 19 anni, al Concorso per le voci nuove di Torino, vincendolo e conoscendo nella città piemontese il suo futuro marito, In arte, Milva, si snoda attraverso tre percorsi.

Il primo, La vita, restituisce i contorni di una personalità che conquista una dimensione internazionale, evocando, nella stampa, paragoni e riferimenti con Edith Piaf e Bertold Brecht, con definizioni che vanno da ‘La Piaf italiana’, appunto, a ‘Milva la Rossa’. Sino alla consacrazione con il francobollo che le è stato dedicato, annullato a Goro nel 2022.

La seconda parte della mostra presenta è gli universi artistici che ha coltivato, dimostrando quanto eclettica fosse la sua visione del fare arte. La musica, naturalmente, da quella ‘leggera’, il pop, alle sperimentazioni con Morricone e con Luciano Berio, che la vuole nel 1982 nella sua opera La vera storia su libretto di italo Calvino, sino al suo stretto legame con La Scala di Milano, dove appare per l’ultima volta nel 1989 nei Sette peccati capitali di Kurt Weil.

La terza sezione è un omaggio alla sua notorietà internazionale, grazie in particolare all’Opera da tre soldi di Brecht, nella regia di Strehler per il Piccolo Teatro, lavoro che ebbe una grande risonanza globale, come testimonia la rassegna stampa qui esposta. La mostra presenta in esclusiva, su concessione e prestito del Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa, l’abito di scena di Jenny delle Spelonche, protagonista della pièce, una delle interpretazioni più famose di Milva. Intorno a questo vestito è stato realizzato un piccolo allestimento di oggetti, copioni annotati da Milva, foto, programmi.