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8 apr 2022

Emilia Romagna, trasporti gratuiti per studenti profughi ucraini

Al via un nuovo accordo regionale per fare il tragitto casa-scuola con agevolazioni su autobus e treni. L'assessore Corsini: "Un incentivo per l’inserimento sociale e l’apprendimento della lingua"

francesco tonini
Cronaca
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Trasporti Emilia Romagna

Bologna, 8 aprile 2022 - La Regione Emilia Romagna ha deciso di rendere gratuiti tutti i trasporti a livello regionale, quindi includendo tanto i treni quanto gli autobus, a tutti i giovani profughi ucraini che frequentano le scuole medie e superiori. L'accordo tra la Regione e le Aziende dei trasporti, arrivato nel pomeriggio, prevede infatti la gratuità di tutti i trasporti regionali per il tragitto casa-scuola, fino alla fine dell'anno, per tutti i profughi ucraini nati tra il 2003 e il 2011.

Una scelta, quella della Giunta guidata dal presidente Stefano Bonaccini, che va nella direzione di voler garantire in modo pieno il diritto allo studio anche alle ragazze e ragazzi fuggiti dalla guerra.
Anche per i bambini delle scuole elementari, sempre di nazionalità ucraina e residenti in zone non coperte dal servizio di scuolabus previsto dai Comuni, la Regione provvederà, su segnalazione, a fornire loro un abbonamento gratuito. Inoltre, per quanto riguarda invece i profughi non studenti, potranno usufruire delle agevolazioni per il trasporto pubblico locale già previste per alcune categorie, come ad esempio i rifugiati

“Siamo convinti - hanno commentato gli assessori regionali Andrea Corsini (Trasporti) e Irene Priolo (protezione civile) - che potersi muovere liberamente e autonomamente nel territorio sia un ottimo modo per favorire non solo la frequenza scolastica, ma anche l’inserimento sociale e l’apprendimento della lingua. Perché queste ragazze e questi ragazzi hanno già sofferto troppo”. “Come Regione - hanno concluso - vogliamo fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per dare a questi giovani, esattamente come ai nostri, la normalità che si meritano, nell’attesa che possano ritornare nelle loro case, in un paese finalmente libero dalla guerra”. 

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