Bologna, 11 maggio 2021 - "Le cose cominciano ad andare bene, per giugno ci aspettiamo poco meno di due milioni di dosi di vaccini in Emilia Romagna". Lo ha detto il governatore dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini a Unomattina. "Oggi - ha spiegato il presidente della Regione - supereremo due milioni di somministrazione di dosi e a fine maggio confidiamo di avere più di un milione e mezzo di cittadini" a cui verrà somministrata la prima e la seconda dose. Confidiamo che se tutto viene mantenuto rispetto gli accordi entro la fine dell'estate avremo vaccinato tutti gli emiliano-romagnoli già con la seconda dose".

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Vaccini over 55: in una giornata 100mila prenotazioni

"Stiamo terminando gli ultra 80enni con la doppia dose. Sugli ultra 60enni abbiamo già cominciato da alcune settimane - ha ricordato Bonaccini -. Ieri abbiamo aperto le prenotazioni per 54-59 anni e in una sola giornata abbiamo avuto 100mila prenotazioni e da giovedì cominceremo la fascia 50-54 anni, quella che riguarda anche il sottoscritto: in questo caso ci affideremo ai medici di medicina generale che abbiamo voluto coinvolgere così come faremo con le farmacie tra qualche settimana proprio per moltiplicare le opportunità oltre ovviamente agli oltre 140 punti vaccinali gestiti dalle Ausl per avere una potenzialità sempre più alta".

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In Emilia-Romagna "siamo nelle condizioni, se ci sono le dosi, di fare 1,4 milioni di vaccinazioni al mese - ha concluso il governatore -. Abbiamo sempre detto che il problema non era l'organizzazione, che qui è eccellente, il problema è che mancavano le dosi sufficienti".

"Coprifuoco? Ora è possibile spostarlo più avanti"

"Discuteremo come Regioni con il governo e non ho dubbi che si prenderà la decisione più sensata, ma non vedrei un problema spostare un po' avanti il coprifuoco". Parola di Stefano Bonaccini. "Il governo Draghi ha preso una decisione comprensibile, quella  della precauzione per evitare il messaggio del 'tana libera tutti' - ha ricordato Bonaccini -. Lo ha fatto una settimana prima di quando era stata annunciata. Il governo Draghi stesso aveva detto che a metà di questo mese avrebbe preso in esame un eventuale spostamento in avanti del coprifuoco se le cose fossero andate meglio". 

Bonaccini: "In Emilia Romagna le cose vanno meglio: meno ricoveri e meno contagi"

Ora, secondo il presidente dell'Emilia-Romagna "le cose vanno decisamente meglio": "ancora non siamo usciti dalla pandemia, ma nella mia regione un mese e una settimana fa c'erano oltre 400 ricoverati in terapia intensiva e oggi sono meno di 200; c'erano 3.700 ricoverati nei reparti Covid, oggi siamo a poco più di mille; il numero di contagiati ogni 100 mila abitanti era superiore ai 550 e oggi siamo a poco più di cento". Insomma per Bonaccini "le cose vanno decisamente meglio, per fortuna".

Il virus in Emilia Romagna circola tra le persone più giovani

"La vaccinazione delle persone sta aumentando - ha aggiunto -. I contagiati di ieri avevano una età media poco superiore ai trent'anni: vuol dire che il virus circola ancora, colpisce anche i giovanissimi, però vuol anche a dire che si stanno proteggendo le persone più a rischio o le categorie professionali più interessare".

L'Emilia Romagna vede giallo: ma bisogna cambiare l'indice Rt

Stefano Bonaccini vede 'giallo'. "Anche con Rt sopra l'1 ma con un rischio basso, con pochi ricoverati nei reparti Covid o in terapia intensiva e un numero inferiore ai 250 casi ogni 100.000 abitanti, si può rimanere gialli lo stesso, non è automatico il superamento dell'1 per andare in arancione". Il presidente dell'Emilia-Romagna, confermando la richiesta di rivedere l'attuale criterio fondato sull'Rt (in risalita un po' in tutta Italia) per la classificazione del rischio nelle regioni. "Erano misure entrate in vigore quando non si era partiti ancora con le vaccinazioni", evidenzia Bonaccini, ma oggi "abbiamo milioni di persone che cominciano ed essere protette. La cosa curiosa potrebbe essere che si svuotano i reparti ospedalieri gravi, cala il numero di contagiati ogni 250.000 abitanti ma risale l'Rt. Sarebbe un bel paradosso".

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