Bologna, 29 giugno 2021 - Arginare la diffusione della variante Delta con l’anticipo della seconda dose di AstraZeneca per gli over 60. La possibilità, che punta ad accelerare la campagna vaccinale, è stata uno dei temi al centro dell’incontro di ieri sera tra le Aziende sanitarie e la Regione. Sarà poi Raffaele Donini, assessore alle Politiche per la salute dell’Emilia-Romagna, a fare il punto della situazione nei prossimi giorni. La Regione, infatti, sta guardando in queste ore con le Ausl se vi siano le condizioni per anticipare, a coloro che vorranno, il richiamo del prodotto anglo-svedese nei termini previsti dall’Agenzia italiana del farmaco. Insomma, in viale Aldo Moro sarebbero intenzionati a percorrere questa strada, ma, fanno sapere, "sempre e comunque nell’ambito delle indicazioni nazionali".

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Variante Delta Emilia Romagna: Astrazeneca sarà anticipato

Ai sessantenni, quindi, potrebbe essere rivolto un invito per anticipare la seconda dose, saranno però gli interessati a decidere se accoglierlo o meno. E se guardiamo oltre le motivazioni epidemiologiche, la proposta potrebbe anche essere accettata con piacere da chi poi si sentirà libero di andare in vacanza.

Tuttavia, l’Ausl di Bologna già la settimana scorsa aveva lanciato l’idea. Chiara la strategia del direttore generale Paolo Bordon: anticipare le seconde dosi agli over 60, tra l’altro quelli in attesa del richiamo sono 23mila tra città e provincia – decine di migliaia in Emilia-Romagna –, perché in caso di contagio le persone di questa fascia d’età potrebbero rischiare il ricovero in ospedale. La mutazione Delta, infatti, secondo le ultime stime degli esperti, dovrebbe già essere responsabile del 20-25% delle infezioni nel nostro territorio. Sulla possibilità dell’anticipo, Fabio Maria Vespa, segretario regionale della Fimmg, la Federazione italiana dei medici di medicina generale, è cauto: "Attendiamo informazioni, ma speriamo che non si crei ulteriore confusione su un vaccino sul quale mi pare che ce ne sia già stata abbastanza. Del resto, la nostra campagna con AstraZeneca, rivolta in particolare agli insegnanti, ormai è in dirittura d’arrivo e penso che le seconde dosi da effettuare siano ancora davvero poche".

Per non rallentare i ritmi della campagna vaccinale, l’Ausl bolognese pensa anche ad allargare la squadra di chi somministra la profilassi. "Se sarà possibile – si augura Lorenzo Roti, il direttore sanitario – vorremmo avvalerci della collaborazione dell’Esercito per le vaccinazioni nei nostri centri e anche per quelle itineranti. Potremmo mettere a disposizione del personale dell’Esercito, che è già stato prezioso nella fase più intensa delle richieste dei tamponi, anche un nostro mezzo con cui andare a recuperare chi ancora non ha aderito alla vaccinazione".