Una passata edizione della Festa del Nino
Una passata edizione della Festa del Nino

Mondavio, 8 gennaio 2019 - E’ entrata nel vivo la campagna di comunicazione per la 17esima ‘Festa del Nino’ (in programma per il 19 e 20 gennaio nella consueta location offerta dal centro storico di Sant’Andrea di Suasa). Anche quest’anno il manifesto della kermesse, ideata per valorizzare e conservare la tradizione della norcineria locale, basata ancora sulla macellazione del maiale (il nino) nella stessa casa del contadino, è una creazione accattivante e originalissima. Dopo il maiale col bavaglino al collo dell’esordio (2003), convinto di andare ad una festa mentre la ‘festa’ l’avrebbero fatta a lui, il suino tridimensionale dell’anno dopo, e poi, via via, i richiami al burlesque di ‘Vieni a fare il porco con noi’ del 2011, il ‘Lardo ai giovani’ del 2013, il ‘Di-strutto’ del 2014, il ‘Nino-pride’ 2015, l’’Expo-rco’ 2016, il ‘PorKémon’ 2107 e il ‘Brutto porco’ 2018, quest’anno è la volta di ‘Pigs and love, facciamo la festa, non fate la guerra’, con chiaro richiamo al ’68, arricchito graficamente dal muso del maiale coi capelli lunghi, fascetta e occhiali da sole.

«Sono da poco trascorsi 50 anni dalla contestazione-rivoluzione giovanile che voleva portare ‘la fantasia al potere’ – evidenzia al riguardo Giordano Zenobi dell’associazione organizzatrice della ‘Festa del Nino’, ‘Pro Suasa’ –. La festa ha sempre avuto uno spirito ‘sessantottino’ fin dalle sue origini, cercando di andare costantemente controcorrente, sia nell’immagine, che nelle proposte. Il sessantotto ha segnato uno spartiacque in molti settori: musica, costume, politica ed anche in cucina. Ebbene, anche questa è un’epoca di grandi trasformazioni alimentari in cui la festa cerca un connubio tra tradizione e modernità: ora la vera rivoluzione è resistere. Infatti, con il motto ‘facciamo la festa, non fate la guerra’ vogliamo dare un segnale di ‘pace’ e di convivenza fra tutte le convinzioni alimentari. Seguendo questo spirito, la festa proporrà una varietà di offerte. Dai piatti a base di carne di maiale e salumi (prodotti sconsigliati dall’Oms) e alimenti a base di canapa (per molto tempo un simbolo del proibito), per passare attraverso i piatti della tradizione contadina (padellaccia e fegatelli) e i panini fantasiosi della ‘Maialoteca’».

Il tutto ‘condito’ da momenti di informazione, come la conferenza del professor Nino Finauri dal titolo ‘Arte al muro, la street art dalle origini a Banksy, passando per i famosi slogan del ’68’. E in più, musica revival anni ’60 e ’70 per ritornare ad essere per un weekend dei veri ‘figli dei fiori’.