Fano (Pesaro e Urbino), 17 novembre 2017 - Varcando la soglia dell’osteria Dalla Peppa, su cui in questi giorni si sono accesi i riflettori con il premio «Brodetto dell’anno», si annusa l’aria del tempo andato che ritorna, portandosi tutti gli aromi sospesi negli anni e con essi una gran voglia di addentarli, svolazzanti e buoni: il profumo mordace di sugo, quello sibillino e cristallino del memorabile brodo di cappelletti, quello terroso del tartufo nero sul crostino all’uovo. Devono avere percepito le stesse sensazioni gli ispettori della guida Michelin che hanno inserito l’osteria nella loro guida. Già, da ieri Dalla Peppa, il casolare di città ancorato al passato in via Vecchia, è in queste pagine. La presentazione-annuncio è avvenuta a Parma ieri. All’osteria Dalla Peppa l’autorevole guida ha dedicato uno spazio nella pagina fanese, con tanto di ingresso nella menzione «Cucina tradizionale». La motivazione è convincente: «Se il must – scrive la guida – è la filiera corta nell’approvvigionamento delle materie prime, non da meno è la piacevolezza dell’ambiente rustico, molto tradizionale, con tanto di “sfogline” all’opera nel vicino laboratorio a vista».

Quanto basta per essere entrata nel libro sacro delle soste gastronomiche. Dentro al quale bisogna comunque sapere leggere per distinguere bene da scelta a scelta. Quella di entrare Dalla Peppa è sicuramente felice perché, oltre a quello che scrive la Michelin, bisognerebbe aggiungere anche molto altro del tipo «ravioli ripieni di zucca cremosi, brodetto delicato saporoso e digeribile, fagioli con le cotiche dolcemente unti e ghiotti».

Martina Carloni commenta questa notizia con sincera emozione: «Sono felice ed emozionata di vedere menzionata nella guida michelin 2018 la nostra osteria. Mai avrei pensato cinque anni fa, quando in famiglia decidemmo di riaprire il ristorante di mio padre e mia madre, che oggi potevamo essere inseriti nella guida più importante della ristorazione. Con umiltà abbiamo dedicato tempo, energie e passione a questo locale imparando tante cose nuove e tante persone, infatti la cosa bella della ristorazione è il rapporto con i clienti. Ho conosciuto migliaia di persone e ricevuto complimenti e critiche, imparando che servono entrambe soprattutto le critiche. Sapevamo che in due o tre occasioni alcuni ispettori della guida avano mangiato in osteria ma fino ad oggi pomeriggio non avevamo notizie precise e nemmeno, lo dico sinceramente, come funzionava. Non speravamo in questo importante riconoscimento e per questo ringrazio tutti, dallo chef al lavapiatti». Nella stessa guida conferme per Galeone, Cuciniere e Maria di Fano, mentre l’unica stella in provincia resta Nostrano a Pesaro dove sono menzionati Scudiero e ’59.

Guida Michelin 2018: ecco i marchigiani nell'Olimpo della ristorazione