Fano (Pesaro e Urbino), 4 maggio 2018 - Dall'umile ghisa sino ai nobili oro e argento, i metalli prendono vita per incarnare un’esperienza astratta. E’ tutto pronto a Palazzo Bracci Pagani per l’inaugurazione della stagione estiva che vede protagonista l’opera scultorea di Valeriano Trubbiani. S’inaugura infatti domani sabato 5 alle ore 18 nella Diana Art Gallery del Sistema Museale della Fondazione Carifano (in corso Matteotti 97) la personale che presenta l’opera sessantennale dello scultore marchigiano conosciuto in tutto il mondo.

Si intitola L’illimite favoloso l’esposizione di 26 sculture e 15 disegni selezionati da Carlo Bruscia tra la sconfinata produzione dell’artista cresciuto nella bottega del padre mastro ferraio a Macerata, dove ha sviluppato la sua naturale affezione ai metalli. Qui ha iniziato la sua carriera di scultore selezionando dalle discariche di mezzi agricoli, parti di vecchi ingranaggi che sono diventati opere d’arte anche per la consacrazione alla Biennale di Venezia.

La mostra è anche presentata da un video di Giovanni Lani e Solidea Vitali Rosati: nel filmato, visibile qui sotto, Trubbiani racconta la sua vita, ripercorre i traumi che l'hanno segnato e parla di Federico Fellini.

 «Da scultore mi dichiaro affezionato a tutti i metalli – ha scritto Valeriano Trubbiani nelle sue Riflessioni sui materiali (1995) –. Di ogni metallo mi piace provare varie e multiformi possibilità espressive attraverso operazioni alchemiche insolite, inesemplate e astruse, dettate dal piacere di coniugarle alle immagini fantastiche che tuttavia, in alcuni casi, reclamano semplicemente la pelle viva, pura e semplice del metallo stesso».

A presentarlo a Fano domani sarà il critico e storico dell’arte Enrico Crispolti che ne ha seguito nel tempo la magistrale vicenda creativa contribuendo a collocarne le modalità iconiche assemblative ai massimi livelli dell’espressività artistica moderna nel mondo. Nel bel catalogo che accompagna la mostra (visibile fino al 10 giugno) anche una toccante testimonianza di Alberto Berardi: «Era il 1972. Entrai in una sala della Biennale di Venezia e per la prima volta nella mia vita mi trovai in Stato di assedio... così si chiama l’installazione di acciaio inox e ferro zincato che assieme ad altre sculture dello stesso artista illustrava la condizione umana come mai prima».

La selezione di opere di Palazzo Bracci Pagani ripercorre gli oltre 60 anni di lavoro e ricerca di Trubbiani, celebrando anche le opere realizzate per il maestro Federico Fellini che gli commissionò parte delle scenografie del film E la nave va... Nel video al termine della mostra, si vedono anche i disegni inediti del Maestro riminese, opere con le quali colloquiò con Trubbiani per le riprese del film. «Nel salutare questa mostra dedicata a Valeriano Trubbiani – spiega Fabio Tombari, presidente della Fondazione Carifano – mi corre l’obbligo di segnalare le precedenti di Giuliano Vangi, che ha aperto nel 2016 gli spazi di Palazzo Bracci Pagani alla grande arte contemporanea, a cui hanno fatto seguito l’anno scorso quelle di Bruno Bruni ed Edgardo Mannucci. A ben vedere non sfugge come questi quattro eccellenti maestri abbiano, per radici di natalità o di residenza, a che fare con la nostra area regionale. E’ una circostanza non espressamente ricercata ma certo rappresentativa di quanto il comune territorio di appartenenza geografica resti tuttora partecipe come in passato al cospicuo contributo offerto al patrimonio artistico e culturale dell’Italia».

Anche in questo caso l’iniziativa è stata seguita dagli studenti del Liceo Artistico Nolfi/Apolloni che hanno vissuto in prima persona l’allestimento della mostra e hanno realizzato un loro catalogo. Saranno poi protagonisti durante il periodo di esposizione facendo gli assistenti di sala nell’ambito del progetto di alternanza scuola lavoro.