Biodigestore al palo, il Comune: "Decaduto il titolo edilizio"

Le autorità comunali di Terre Roveresche revocano il titolo edilizio per il biodigestore di Feronia per mancato inizio dei lavori. La ditta può fare ricorso al Tar o al Presidente della Repubblica. Il Comitato a difesa del Territorio denuncia mancati progressi nei lavori. La situazione è oggetto di controversie legali in corso.

Biodigestore al palo, il Comune: "Decaduto il titolo edilizio"

Biodigestore al palo, il Comune: "Decaduto il titolo edilizio"

Gli uffici comunali di Terre Roveresche hanno notificato a Feronia la dichiarazione di intervenuta decadenza del titolo edilizio previsto dall’autorizzazione e dalla successiva proroga emesse dalla Provincia, e la conseguente archiviazione del procedimento del biodigestore, per mancato inizio dei lavori entro la data limite del 30 giugno. Contro tale atto, inviato per conoscenza a Provincia, Regione, Gse e Procura della Repubblica, la ditta, diffidata dall’eseguire i lavori previsti dal titolo dichiarato decaduto, potrà fare ricorso al Tar entro 60 giorni, oppure rivolgersi in via straordinaria al Presidente della Repubblica entro 4 mesi. Il documento evidenzia che dagli accertamenti eseguiti dalla Polizia locale il primo luglio è risultato che la ditta si è limitata a posizionare un cartello di cantiere e una parziale recinzione dell’area, per altro con una rete in plastica non conforme alle norme, senza eseguire alcuna operazione di sbancamento, trivellazione, scavo, movimento terra e lavori edili di qualsiasi genere che siano significativi di un effettivo intendimento di procedere alla realizzazione dell’impianto, tenuto conto dell’entità del progetto che si sviluppa su una superficie di oltre 57mila metri quadrati, comporta un investimento dichiarato di quasi 18milioni e una durata presunta dei lavori in cantiere pari a 30mila uomini/giorno.

Osserva il Comitato a difesa del Territorio: "Il giorno 28 giugno, indicato da Feronia come quello di inizio lavori, sull’area si è in realtà svolta la mietitura del grano e a tutt’oggi, a termine scaduto, il terreno è ancora coltivato, in fase di post trebbiatura con paglia da imballare. Nonostante abbia avuto 2 anni iniziare i lavori, la ditta ha posto in essere, negli ultimi due giorni utili, unicamente azioni minime, che nemmeno possono definirsi preparatorie. Per altro, secondo una consolidata giurisprudenza, l’inizio dei lavori non può limitarsi a mere attività preparatorie, dovendo essere di entità significativa in base all’opera da realizzare. Quindi, non ci sono dubbi sul fatto che i lavori non sono iniziati".

Questa dichiarazione di decadenza è l’ultimo atto di un procedimento fortemente ‘sub iudice’, nei confronti del quale sono tuttora pendenti i ricorsi al Consiglio di Stato del Comune di Terre Roveresche e del Comitato contro la sentenza del Tar che ha respinto l’istanza di annullamento dell’autorizzazione rilasciata dalla Provincia nel 2022; e il ricorso al Tar del Comune contro la proroga di un anno concessa alla ditta sempre dalla Provincia, senza la quale il procedimento si sarebbe nel luglio 2023. A questi va aggiunto l’esposto-denuncia alla Procura della Repubblica in merito alla proroga effettuato dal Comitato cittadino a difesa del Territorio.