Fano, 13 aprile 2018 - Ha chiesto 1.295.450 euro di risarcimento danni per esser caduto, anzi precipitato in una cripta di salme, all’interno del cimitero di Rosciano. Vuol esser ripagato dei danni fisici e morali dal comune di Fano ma anche da due famiglie proprietarie o meglio concessionarie per 90 anni della cappella funebre dove è avvenuto l’incidente. Perché l’uomo, Davide B. ben piazzato (pesa più di 100 chilogrammi e questo è un elemento al centro della causa civile) oggi 56enne di Fano, ha visto cedere sotto i suoi piedi una botola in marmo sulla quale era salito tenendo sopra le spalle la figlioletta di pochi anni alla quale aveva affidato il compito di mettere una caramella sulla tomba della nonna. Che era in alto.

Il protagonista della disavventura, risalente addirittura al 17 febbraio 2010, non ha avuto esitazione nel 2013 a citare tutti coloro che potevano aver contribuito alla sua disavventura. Che è stata drammatica perché dopo lo schianto e la caduta nella cripta l’uomo ha riportato fratture alle gambe e in varie parti del corpo. Vista l’impossibilità di muoversi, perdipiù a pochi centimetri con le salme tumulate nella cripta, il malcapitato venne riportato in superficie con argano e imbracatura da parte dei vigili del fuoco perché non poteva essere muoversi da solo.

Un paio d’anni di terapie e poi la decisione di intentare la causa contro il comune di Fano e le due famiglie referenti della cappella funebre. Le quali dopo aver rigettato ogni responsabilità per quanto accaduto dando la colpa esclusivamente all’uomo che, incurante della sua stazza, è salito sopra una evidente botola avendo con sé persino la bambina. Ma le due famiglie citate affinché paghino i danni per la caduta, hanno allargato il tiro degli ipotetici responsabili chiamando tutti gli eredi dei defunti le cui ossa sono tumulate nella cripta dove è caduto il malcapitato visitatore del cimitero. Per cui il giudice civile, dal 2013, ha rinviato le udienze per chiamare tutti al 2014, per poi riallungare di un altro anno. Ma nel frattempo la citazione per chiamata in causa ha riguardato anche i costruttori della botola in marmo, realizzata dalla ditta Bastianoni marmi nel frattempo passata di mano. Per cui sono stati chiamati i successori oltre a dei tecnici. Risultato, quella causa per la caduta accidentale nella cripta del cimitero di Rosciano ha comportato l’arrivo davanti al giudice di almeno trenta persone, molte delle quali rintracciate in varie parti d’Italia e pure in Canada.

Ieri c’è una delle tante udienze avanti al giudice Flavia Mazzini con l’aula affollata di eredi dei defunti custoditi in quella cappella funebre di Rosciano e di avvocati. Perché un altro elemento di accusa, che allargherebbe le responsabilità, sarebbe il fatto che la botola, per aprirla e chiuderla al momento delle esumazioni, si sarebbe «usurata».

ro.da.