Dante Gregorini e l'odissea della multa per il cane
Dante Gregorini e l'odissea della multa per il cane

Fano, 6 luglio 2019 - «Avrei dovuto pagare 50-60 euro, mi hanno invece applicato una sanzione amministrativa, pecuniaria, di 430,87 euro che, dal 2012 ad oggi, è diventata di 537,74 euro. Cifra regolarmente versata, in 5 rate, da ottobre 2018 a febbraio 2019». A denunciarlo è Dante Gregorini – in città molto conosciuto come presidente di Acsi, ente di promozione sportiva che organizza eventi ciclistici (circa 1500 tesserati) – al quale è stata applicata la sanzione per aver lasciato libero, senza guinzaglio e museruola, il suo pastore tedesco Milo (morto successivamente) in un’area verde, pubblica, di Sant’Orso. «Il Comune mi deve restituire la somma pagata in eccesso – dichiara – altrimenti gli faccio causa».

Gregorini ha anche intenzione di chiedere un appuntamento al sindaco Massimo Seri per fare presente che «a Iesi per un episodio del tutto simile avvenuto, a giugno di quest’anno, in un giardino pubblico, (il cane era un pitbull) il proprietario è stato multato con 50 euro». «Il regolamento di Polizia urbana del Comune – fa notare Gregorini – prevede ‘per chi lascia il cane momentaneamente vagante senza museruola’ una sanzione amministrativa che va da un minimo di 30 euro ad un massimo di 180. Un ulteriore sconto è stabilito nel caso in cui l’infrazione non sia mai stata rilevata in precedenza». 


Gregorini è arrabbiato non solo per la sanzione che lui valuta esagerata rispetto alla trasgressione commessa, che pure non nega, ma «perché dopo 8 anni e due ricorsi» si è ritrovato a pagare «per qualcosa che non è mai accaduto». «Stavo camminando con Milo al mio fianco – ricorda – in un’area verde di Sant’Orso e non mi sono accorto che poco lontano c’era una bimba di 5 anni. Il cane si è avvicinato alla bimba attratto dalla palla, ma senza provocarle alcuna lesione come poi riportato nel referto medico del Pronto soccorso del Santa Croce». «Un episodio – secondo Gregorini – che avrebbe dovuto essere archiviato e invece...».

Proprio per sottolineare la sproporzione tra l’infrazione e la sanzione, Gregorini ha presentato due ricorsi: uno alla Polizia municipale e uno al Giudice di Pace. Il primo è stato respinto, il secondo, accolto in un primo momento, è stato di nuovo respinto a seguito di un’istanza del Comune. Dopo una battaglia durata 8 anni, Gregorini ha deciso di pagare pur convinto che ci sia stato un «accanimento» nei suoi confronti. Quando, però, qualche giorno fa ha letto che a Iesi per la stessa infrazione al proprietario del cane era stata elevata una multa di 50 euro, ha deciso che questa volta non avrebbe mollato, pronto ad andare in tribunale.