Roberto Dante Vincenzi, cuoco e consulente, noto come Rodante
Roberto Dante Vincenzi, cuoco e consulente, noto come Rodante

Fano (Pesaro Urbino), 23 aprile 2018 - Da una parte una frotta di giovani in cerca di lavoro stagionale, dall’altra un mare di ristoratori e albergatori che non trovano personale. Questo il quadro disegnato da un’inchiesta del nostro giornale che da settimane dà voce agli uni e agli altri. Nel mezzo il fanese Roberto Dante Vincenzi, 66 anni, noto come ‘Rodante il cuoco errante’ (cuoco a domicilio) che attualmente svolge il ruolo di consulente formatore per una società estera di ristorazione, con sviluppi di impresa in Italia. «Quando leggo certe dichiarazioni mi infastidisco parecchio – esordice Rodante –. Non sopporto né che i giovani dicano che ‘non si trova lavoro’, tanto meno che i datori di lavoro affermino che ‘il personale ha pretese assurde’. Quando poi sento dire che manca la professionalità e vedo cucine e sale piene di stranieri che offrono la loro manodopera per quattro soldi pur di lavorare, ma non hanno la nostra cultura del cibo e della cucina… allora proprio mi sale il sangue al cervello».

Ha appena letto le dichiarazioni di quei tre giovani che erano andati a bussare alla porta del colosso America Graffiti in cerca di un primo impiego nel settore. Dopo il colloquio preliminare con il selezionatore di personale, non avevano più saputo niente. «Purtroppo è un costume tutto italiano quello di non rispondere mai all’invio di curricula – sostiene Rodante –. All’estero non funziona così, ti rispondono sempre in un modo o nell’altro: ‘siamo interessati/non siamo interessati perché…’. Ma c’è anche da dire che chi cerca lavoro lo fa in modo sbagliato. Ad esempio io ora sto selezionando personale, perché sono stato incaricato di formare 15 brigate di cucina (è l’insieme di tutto il personale di cucina, sia operatori qualificati che apprendisti, che opera nella preparazione professionale di vivande, ndr). Chiaramente utilizzo anche i post sui social per diffondere la notizia, dove indico la mail a cui inviare il curriculum vitae. Ma nella stragrande maggioranza dei casi – rivela – al posto di inviare la mail rispondono con un commento in cui mi chiedono di chiamarli al loro cellulare. Ma sei tu che cerchi lavoro, mica io».

Sw per Rodante i disoccupati non sanno come proporsi, di contro i datori di lavoro non sanno come e cosa cercare. «Tante volte leggo annunci con scritto: ‘si cerca personale in cucina’. Ma ci sono tantissime figure lì: capocuoco, cuoco, capopartita… Da noi c’è tanta improvvisazione perché si chiama cuoco anche il lavapiatti che qualche volta ha aiutato a preparare un’insalata o a spadellare. E ci sono cucine che vanno avanti con questa gente qui, tanto ormai va di moda la cucina con roba surgelata».

Il problema della busta paga per Rodante è secondario. «C’è il contratto nazionale del lavoro a tutelarci. Se da un lato c’è una classe di imprenditori convinti che devono risparmiare, dall’altra ci sono persone senza professionalità che hanno delle pretese. Perché diciamolo… chi è capace di lavorare il lavoro lo trova. Perché a ristoratori e albergatori conviene tenersi il personale che conoscono, piuttosto che mettere dentro gente nuova da formare. Il punto è che poi ci sono tanti che ti lasciano a piedi all’ultimo momento, poco prima dell’inizio della stagione. Mi è toccato tante volte coprire buchi di gente che all’ultimo rifiuta perché magari l’imprenditore non offre anche l’alloggio. Quando ero giovane io andavo a lavorare a Rimini tutti i giorni… ma allora eravamo ben pagati».