Chiaruccia dà l’altolà: "Nessuna industria qui"

Un gruppo di residenti scrive al sindaco Serfilippi: "Ha sempre detto di voler preservare quest’area. Adesso non si rimangi la parola".

Chiaruccia dà l’altolà: "Nessuna industria qui"

Chiaruccia dà l’altolà: "Nessuna industria qui"

di Tiziana Petrelli

A Chiaruccia – quella ‘Terra di Mezzo’ che fino ad oggi tutte le amministrazioni hanno sempre indicato come il luogo giusto per insediare un nuovo servizio, che fosse l’ospedale unico, la piscina olimpionica, un Palazzetto dello Sport da 3mila posti, uffici anche di Aset, la caserma dei vigili del fuoco… – sta sorgendo un Comitato di residenti preoccupati dalle possibilità di espansione industriale in quella zona, nonostante il nuovo Prg 2023 la destini a comparto residenziale. Al momento il costituendo ‘Comitato Chiaruccia Verde’ (che oltre al verde vuole tutelare il paesaggio e la salute pubblica) è formato da Marco Antonini, Daniele e Guglielmo Bellagamba, Alessandro Bellucci, Tiziana Massaro, Massimiliano Mattia, Giancarlo Torcoletti e Bruno Rapa che oggi tramite il Carlino inviano una lettera aperta al nuovo sindaco Luca Serfilippi.

A muoverli è la preoccupazione per le sorti del comparto residenziale AT-72-PA di cui poco prima dell’approvazione del Prg 2023, la Cooperativa Falcineto ha venduto le sue particelle alla Profilglass, che ora risulterebbe proprietaria dell’intero comparto. Il timore dei residenti della zona è che su quel terreno di circa 25mila metri quadri l’impresa realizzi un’area attrezzata coperta di 6000 metri quadri per finalità di rimessaggio di autoarticolati e annesso magazzino ricambi perché "nettamente in contrasto con il contesto urbanistico e paesaggistico" osservano i residenti. Tanto più che "la tutela della salute dei residenti, del loro benessere e della loro proprietà verrebbero meno con la realizzazione di una struttura nella quale si effettuerebbe movimentazione dei mezzi o merci, con produzione di inquinamento sia della qualità dell’aria che acustico" oltre a una inevitabile "riduzione del valore degli immobili". Un altro problema poi, sarebbe se "si concedesse una viabilità ad hoc per consentire l’accesso su via Campanella contrariamente alla VII strada attualmente unico accesso al comparto, ma inibita al transito di veicoli di massa a pieno carico superiore alle 5 tonnellate".

Ciò che è certo, invece, è che entro il 30 giugno la Cooperativa Falcineto dovrà togliere da lì gli ulivi che aveva in quei terreni e che per la fine dell’anno dovrà eliminare l’eternit che ricopre un capanno agricolo. "Abbiamo seguito con grande attenzione la sua campagna elettorale - scrivono i residenti a Serfilippi, non a caso prima che nomini i componenti della sua giunta e gli affidi le deleghe - e siamo rimasti particolarmente colpiti dal suo più volte palesato impegno a preservare l’area di Chiaruccia quale zona residenziale. Condividiamo pienamente la sua visione di un futuro per la nostra città incentrato sulla sostenibilità e sul benessere dei cittadini e il suo primario impegno per la loro salute. In quest’ottica, riteniamo che la tutela dell’area Chiaruccia sia di fondamentale importanza affinché continui a svolgere la funzione di polmone verde tra la zona industriale e i popolosi quartieri di Sant’Orso, Rosciano e Bellocchi".

L’invito è a mantenere la parola data ai cittadini che gli hanno dato fiducia. "Confidiamo - concludono - che le sue promesse siano le prime tra le mantenute e non le prime delle disattese: che venga mantenuto fermo il suo impegno a preservare la destinazione urbanistica residenziale dell’area Chiaruccia, in particolare in quei comparti ove già prevista dal PRG 2023, e a impedire l’insediamento di qualsiasi tipo di attività industriale e/o artigianale, di autorimessa e/o piazzale per il deposito di automezzi pesanti".