Fano (Pesaro e Urbino) 15 maggio 2018 - A fine dicembre l'operazione 'Circoli viziosi' dei carabinieri nel Norm di Fano e della stazione di Fossombrone, aveva inferto un duro colpo allo spaccio di cocaina lungo la Valle del Metauro. Da quell'operazione, andando a ritroso nella filiera dello spaccio, aveva preso spunto l'indagine presentata stamane in conferenza stampa e denominata 'Pitbull' dal soprannome del principale indagato: L.L. 24 anni di Rosciano di Fano, volto noto alla giustizia, disoccupato ma con un tenore di vita fatto di belle auto, vestiti firmati, palestra e ristoranti stellati.

Lo spunto alle indagini è arrivato da uno dei piccoli pusher di coca attivi nella vallata. E' un ventenne di Fossombrone che si riforniva dal grossista Pitbull, con il quale però nel tempo aveva maturato un debito di diverse migliaia di euro che aumentavano grazie agli interessi salati che Pitbull gli applicava. Una cifra che il giovane non era  più riuscito a saldare. Pressato e conscio dell'indole violenta di Pitbull con il quale avendo condiviso in passato la militanza in un gruppo di skinhead, si era trasferito nel nord Italia per sfuggire ai ripetuti tentativi di estorsione. Ma rientrato a Fossombrone a fine estate, era stato attirato in una trappola, tesagli da un amico d'infanzia, che lo aveva convinto ad un incontro chiarificatore con Pitbull alla Cittadella dove ad attenderlo però, oltre al suo strozzino, c'erano  anche i gregari che lo hanno minacciato di morte con un revolver, dopo averlo colpito alla testa con il calcio della pistola. Sfuggito alla morte... il forsempronese si è costituito dai carabinieri, ammettendo le sue colpe di piccolo pusher pur di farsi salvare.

Da qui sono partite le indagini e in rapida sequenza sono emersi gli indizi di colpevolezza nei confronti di Pitbull,  grossista di cocaina per numerosi pusher anche della città di Fano. A novembre scorso infatti i carabinieri erano riusciti ad intercettare la consegna di una partita di droga in favore di due spacciatori al dettaglio, i fratelli gemelli M.R e N.R fermati al lido di Fano dove venivano trovati in possesso di un etto di cocaina purissima, l'occorrente per il taglio e confezione delle dosi. Il gip del tribunale di Urbino Vito Savino, concordando con la richiesta del pubblico ministero Irene Lilliu, applicava la misura cautelare in carcere per L.L e gli arresti domiciliari per M.B 30 anni di Cartoceto disoccupato con precedenti e ad N.S. 28enne cameriere di Viserba di Rimini, con piccoli precedenti. Quest'ultimo però il 7 maggio quando gli altri sono finiti in manette era riuscito a fuggire: è stato rintracciato a Rimini a distanza di 8 giorni, ieri, dai carabinieri fanesi. Oltre ai tre arrestati sono stati denunciati in stato di libertà T. M e M. L  già coinvolti nell'operazione 'Circoli viziosi' nonché i due gemelli M. e N. R che sarebbero finiti in carcere se non lo fossero stati già.