TIZIANA PETRELLI
Cronaca

Cittadinanza onoraria di Fano al vescovo Armando Trasarti. Lui: "Grazie, vi ho voluto bene"

Toccante serata all’ex chiesa di San Francesco per il conferimento della cittadinanza onoraria a Trasarti

La consegna della cittadinanza al vescovo

La consegna della cittadinanza al vescovo

Fano, 27 giugno 2023 – “Ho voluto bene a questa Diocesi, molto bene, dalla più piccola comunità a quelle più grandi. Rendetela ancora più ricca di relazioni". Sotto il cielo stellato dell’ex chiesa di San Francesco, emozione e commozione per l’abbraccio della città al suo vescovo uscente Armando Trasarti. Decine di persone si sono assiepate ieri sera all’ora di cena fuori dal cancello di quel luogo illuminato di rosa e d’azzurro, per stringere la mano a quel piccolo grande uomo, prima che prendesse posto in prima fila, accanto al sindaco di Fano Massimo Seri che ieri sera l’ha voluto lì accanto a sé per attribuirgli la cittadinanza onoraria della Città di Fano.

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Una grande festa con una motivazione semplice: "Fano, in felice concordia di stimati sentimenti, conferisce a Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Armando Trasarti vescovo la cittadinanza onoraria per aver testimoniato l’irriducibile ma feconda tensione tra la ’Città di Dio’ e la ’Città dell’Uomo’ secondo la migliore e più illuminata tradizione del cattolicesimo sociale italiano" recita la pergamena che gli è stata consegnata al termine di una lunga e commovente cerimonia. Un omaggio che ha accolto con l’amorevolezza e la semplicità che hanno sempre contraddistinto il suo mandato: semplicemente "Grazie" ha detto don Armando ricevendola, sul palco, dalle mani del sindaco Seri. Poi non ha fatto mancare il suo ultimo messaggio alla città, toccando tre concetti chiave: servizio, responsabilità, legalità.

La cerimonia prevista per le 21 è cominciata con un po’ di ritardo nonostante il vescovo avesse fatto il suo ingresso puntuale qualche minuto prima, mano nella mano della sua pronipotina, venuta da lontano per stargli accanto in questo delicato momento, triste e felice insieme. "Non posso dire niente prima perché non so se va contro il protocollo" ha detto con la sua acuta ironia, ai giornalisti che l’hanno accerchiato chiedendogli una dichiarazione. Un lungo applauso ha accompagnato il video che ha dato il via alla serata: 16 minuti per riassumere 16 anni di episcopato, intitolati "L’infinita pazienza di ricominciare"... sempre dagli ultimi.

«Per la comunità del carcere lei è il loro vescovo, perché con lei si sono sentiti prediletti, vicini. Gli mancherà tantissimo" ha detto il primo cittadino di Fossombrone, facendo una piccola gaffe: "Adesso che va via ci lascia una gran tristezza caro sindaco". A spiegarne il motivo è stato poi Massimo Seri nel suo discorso. "Non ti sei mai sottratto anche al riprendere i vari amministratori che si sono avvicendati nel governo della città, suscitando a volte non pochi mormorii, come se cielo e terra fossero due cose distinte".