Il presidente del consiglio regionale con i protagonisti del tavolo sulla sicurezza
Il presidente del consiglio regionale con i protagonisti del tavolo sulla sicurezza
di Anna Marchetti Passaggio di livello e aumento dell’organico: il commissariato di Fano torna al centro dell’attenzione politico-istituzionale grazie al tavolo per il comparto sicurezza, che riguarda tutte le forze di polizia, convocato dal presidente del consiglio regionale Dino Latini. "Martedì – fa presente Stefano Pollegioni responsabile del settore Sicurezza per l’Udc e uno dei promotori del tavolo – sono stati affrontati con le organizzazioni sindacali (erano presenti il presidente Latini, Vittoriano Solazzi, Stefano Pollegioni e il commissario provinciale Udc Davide Delvecchio ndr) i problemi della nostra provincia: si è...

di Anna Marchetti

Passaggio di livello e aumento dell’organico: il commissariato di Fano torna al centro dell’attenzione politico-istituzionale grazie al tavolo per il comparto sicurezza, che riguarda tutte le forze di polizia, convocato dal presidente del consiglio regionale Dino Latini.

"Martedì – fa presente Stefano Pollegioni responsabile del settore Sicurezza per l’Udc e uno dei promotori del tavolo – sono stati affrontati con le organizzazioni sindacali (erano presenti il presidente Latini, Vittoriano Solazzi, Stefano Pollegioni e il commissario provinciale Udc Davide Delvecchio ndr) i problemi della nostra provincia: si è parlato della nuova questura di Pesaro, con l’indicazione da parte dei sindacati del sito (vicino all’Ipercoop) nel quale costruire la struttura, della nuova sede del commissariato di Urbino, che deve essere adiacente al centro storico, e dell’organico del commissariato di Fano". "E’ la prima volta – commenta il segretario Siulp Marco Lanzi – che ci chiamano a livello regionale e che sono interessati ad ascoltarci. Pensiamo che sia di buon auspicio e speriamo che, dopo di noi, il tavolo regionale abbia la possibilità di parlare sia con il prefetto sia con il ministero dell’Interno".

Insieme al tema della delle nuove sedi della questura pesarese e del commissariato di Urbino, è stato affrontata l’organico del commissariato di Fano di cui si parla da decenni.

"Allo stato attuale – commenta Pollegioni – in commissariato operano 44 persone che devono garantire i servizi giornalieri, i notturni e le festività e contemporaneamente il funzionamento degli uffici aperti al pubblico (passaporti, armi e immigrazione)".

Proprio l’ufficio immigrazione da circa un mese è di nuovo operativo nel commissariato di Fano, dopo che per alcuni anni era stato trasferito a Pesaro.

"Non è possibile – sottolinea Lanzi – che il commissariato fanese abbia solo 44 persone per una città di 60mila abitanti e dove sono state registrate a livello regionale le maggiori infiltrazioni mafiose".

Incalza Pollegioni: "Fano terza città delle Marche con un territorio da controllare di 121 km si ritrova con un commissariato di II livello, il più basso della regione: hanno commissariati di I livello anche in città più piccole della nostra".

"Il passaggio di livello – chiarisce Lanzi – consentirebbe di avere in organico almeno 60 agenti e avere sempre una volante in servizio.

I 44 che operano nel commissariato devono non solo coprire i turni delle volanti, ma diversi altri servizi che vanno dalla sicurezza del commissariato all’ordine pubblico". "Se soprattutto di notte l’unica macchina in servizio rimane quella dei carabinieri – fa notare Pollegioni – basta un intervento che la tenga impegnata due ore e il territorio rimane scoperto. E’ la prima volta – prosegue Pollegioni – che i temi legati alla sicurezza nella nostra provincia sono affrontati a livello istituzionale.

Non dimentichiamoci che anche quest’estate la provincia di Pesaro non ha potuto contare sul personale provvisorio inviato, invece, nelle altre province". Cosa sarà capace di ottenere il tavolo?

"Lo vedremo nei prossimi mesi".

Intanto gli interlocutori rimangono in attesa di ulteriori convocazioni da parte del presidente Latini.