Il condominio con i Vigili del Fuoco
Il condominio con i Vigili del Fuoco

Tavernelle di Serrungarina (Pesaro), 7 gennaio 2019 - "Ascensore della paura". Non è il titolo di un film horror: è la definizione che danno all’impianto di sollevamento i residenti dell’ultimo piano di un condominio, rimasti tutti intrappolati all’interno almeno una volta. L’ultimo blocco, domenica mattina, ha coinvolto una famiglia con una bimba di un anno e mezzo, rimasta per circa venti minuti nella cabina, prima che fosse liberata dai pompieri. Succede in un popoloso caseggiato di via Dante Alighieri, nella frazione di Tavernelle di Serrungarina, dove tutti i condomini sono angosciati per il ripetersi dei guasti.

«La claustrofobia toglie il fiato – racconta Mohamed Haddioiu – e mia figlia piangeva a dirotto quando ha capito che siamo rimasti bloccati. Abbiamo attivato l’allarme con l’apposito tasto, ma i minuti parevano interminabili, anche se dall’esterno ci dicevano dell’imminente arrivo dei soccorsi. C’era anche mia mamma con noi, che cercava di rassicurare la nipotina, ma quando manca l’aria è facile lasciarsi prendere dal panico e sentirsi male. Non è possibile lasciare in funzione un ascensore così sgangherato, che mette a repentaglio la nostra sicurezza, e chi è competente dovrebbe ripararlo in modo che non si guasti nuovamente in futuro».

Nel caseggiato, sono in tanti ad avere vissuto minuti interminabili bloccati nella cabina. Minuti che in alcuni casi hanno lasciato segni nella memoria, provocando per un certo periodo di tempo l’estremo timore, quasi la fobia, di usare l’ascensore. «Non ne possiamo più – dice Francesca Tolazzini – perché restare chiusi è una esperienza davvero terribile. E’ successo anche di notte, quando diventa molto più complicato attivare i soccorsi, e i malcapitati hanno vissuto l’accaduto con estremo disagio».

«Ho rischiato di perdere il treno – racconta Ivano Gambula – per colpa dell’ennesimo guasto, che si è ripetuto almeno sei volte solo negli ultimi mesi, innescando la rabbia dei vicini di casa ai quali è accaduta la stessa cosa». Jennifer Marcellini, che abita a piano terra, prende di rado l’ascensore ma è ormai abituata al suono delle sirene dei vigili del fuoco: «Capita troppo spesso, ultimamente almeno una volta alla settimana, e siamo stanchi, soprattutto perché gli interventi di soccorso non sono gratuiti e pesano sulle rette condominiali».