Dona rene alla sorella, operazione fallita. I fratelli Naceur, dentro l’ospedale di Siena
Dona rene alla sorella, operazione fallita. I fratelli Naceur, dentro l’ospedale di Siena

Fossombrone, 9 agosto 2020 - Dona un rene alla sorella ma l’intervento di re-impianto fallisce costringendo la donna a tornare in dialisi. Protagonista di questa storia di amore familiare e di malasanità Fathallal Alboulkhir, 32 anni, residente a Fossombrone che ha offerto alla sorella Haeath, 36 anni, il proprio rene per restituirle una qualità di vita migliore e consentirle di tornare in Marocco a fare visita all’anziana madre, che non vede da cinque anni.

Ma il destino sembra aver voltato le spalle ai due giovani: Fathallal, dopo essere uscito dal coma farmacologico, ha saputo che il suo rene non è potuto essere impiantato sulla sorella, mentre Haeath ha dovuto riprendere urgentemente la dialisi. Ricoverati entrambi al centro Trapianti del policlinico Le Scotte di Siena, uno è stato dimesso, mentre l’altra è ancora sotto le cure dei sanitari.

«La nostra famiglia è distrutta – si dispera il terzo fratello Naceur, 46 anni, membro di una famiglia molto numerosa emigrata dal Marocco dieci anni fa che risiede tra Fossombrone e Fratterosa –. I medici hanno detto che l’intervento non è andato a buon fine, che c’è stato un problema in sala operatoria senza dare altre spiegazioni. Ma noi non ci arrendiamo: non appena avremo in mano la lettera di dimissioni e la cartella clinica faremo denuncia. Questo è un chiaro caso di malasanità e chiediamo giustizia».

È un ragazzo forte, Fathallah, ha lo sguardo buono da persona solida e determinata. Haeath invece ha un aspetto gentile che non lascia trasparire i segni della sofferenza di una patologia renale gravissima: negli ultimi tre anni è sopravvissuta solo grazie alla dialisi a cui si sottopone all’ospedale Santa Croce di Fano. Alcuni mesi fa l’equipe medica che l’ha in cura, per scongiurare un peggioramento delle sue condizioni visto che la donna vive senza entrambi i reni, propone il trapianto. Dopo una serie di esami, in seguito ai quali il fratello Fathallah risulta compatibile, la famiglia viene indirizzata a Siena, centro d’eccellenza per i trapianti di rene tra viventi. 


L’intervento viene eseguito venerdì 31 luglio. Ma qualcosa va storto. Il giorno seguente Naceur arriva nel reparto trovandosi davanti la sorella in preda ad una forte emorragia e il fratello in stato di coma indotto dai farmaci. «Solo il lunedì sono riuscito a parlare con i medici – racconta l’uomo – Quando mi hanno detto che l’intervento non era riuscito e che mia sorella è condannata alla dialisi, mentre mia fratello deve vivere con un rene solo, mi è crollato il mondo addosso. E’ una tragedia». 


Non è ancora chiaro cosa abbia impedito ai sanitari di portare a buon fine l’intervento, se ci sia stata un’infezione o altro. «In merito al caso segnalato – si legge in una nota dell’Azienda ospedaliero-universitaria senese – si precisa che la paziente è attualmente in cura nel reparto di Chirurgia dei Trapianti di rene. L’ospedale eseguirà i necessari approfondimenti per meglio comprendere la vicenda clinica della paziente, ricordando che gli interventi di trapianto sono di per sé gravati da possibili complicanze». Parole che non placano il dolore della famiglia: ieri Naceur ha inscenato una protesta davanti al reparto situato al quinto piano del policlinico senese chiedendo la verità sull’intervento.