pesaro: operazione polizia tonnellate marjuana
pesaro: operazione polizia tonnellate marjuana

Fano, 13 agosto 2016 - La rotta della droga Albania-Italia passa per Fano e Pesaro. O meglio, per la foce del Metauro, tre chilometri a sud di Fano, dove ieri mattina all’alba cinque albanesi sono sbarcati col loro carico di 1 tonnellata e 800 chilogrammi di marijuana (GUARDA LE FOTO), sistemata in pacchi stretti con lo scotch. Il valore sul mercato avrebbe superato i 18 milioni di euro. I trafficanti hanno navigato con un gommone di sette metri, spinto da due motori fuoribordo. Il mare era mosso ma questo non gli impedito di arrivare, magari con lo stomaco sottosopra, sani e salvi a riva. Poi la sorpresa: erano attesi dalla polizia, in particolare dalla squadra mobile di Pesaro, commissariato di Fano e alcuni uomini della Mobile di Ancona. I cinque contrabbandieri di droga non hanno tentato resistenze o fughe. Che comunque erano state messe in conto. Non a caso, una motovedetta della Capitaneria di porto di Pesaro perlustrava il largo pronta ad intervenire in caso di ritorno in mare del gommone con gli albanesi. Un’accortezza che non è servita.

Gli uomini arrestati sono stati rinchiusi nel carcere di Pesaro a disposizione della magistratura. Che intende approfondire come si sia potuta sviluppare questa nuova rotta della droga dall’Albania all’Italia, cercando di appurare soprattutto i destinatari della marijuana. Questo perché devono essere presenti a Fano o dintorni case o capannoni per lo stoccaggio dello stupefacente. Per il capo della procura della Repubblica di Pesaro si parla «di una delle più importanti operazioni antidroga mai effettuate in questo territorio, con il sequestro di un quantitativo che dimostra come la malavita internazionale dedita al contrabbando abbia cambiato specializzazione passando dalle sigarette alla droga, utilizzando sempre gommoni molto veloci».

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Il questore di Pesaro e Urbino Antonio Lauriola ha annunciato per oggi una conferenza stampa in procura per spiegare i dettagli dell’operazione di cui la polizia, e in particolare la squadra mobile di Pesaro, può dirsi protagonista di primo piano. Questo grazie ad un’attività investigativa durata mesi che ha permesso di attendere l’arrivo del carico, in quel punto, in quel momento e con quel tipo di imbarcazione. Come sia stato possibile ottenere questo risultato sarà la polizia a dirlo oggi ma è certo che questo tipo di viaggio con un carico di quasi 2 tonnellate di droga non può esser stato fatto in un’unica gittata Albania–foce del Metauro. Non è escluso che a dieci o dodici miglia dalla costa, i trafficanti possano aver prelevato la droga da una nave e trasportata a riva per consegnarla al «grossista» locale. Ma su chi siano i referenti, quelli pronti a pagare un carico così ingente, non si hanno notizie. Almeno per ora. Un’altra sfida sarà quella di arrivare ai loro nomi e cognomi.