Ospedale San Salvatore (Fotoprint)
Ospedale San Salvatore (Fotoprint)

Fano, 18 febbraio 2019 - I famigliari, i genitori e un fratello, non lo lasciano un attimo da solo, si danno il cambio al capezzale del letto del San Salvatore, a Pesaro, dove è ricoverato. E lo vanno a trovare anche diversi suoi amici. Ma Enrico – nome di fantasia – il fanese che a breve compirà 40 anni, trovato con le ossa rotte (bacino e spalle) e il cuscino sanguinante nel letto di casa sua alla periferia di Fano, venerdì mattina scorso, alle 5, ancora non riesce a ricostruire e a spiegare quello che gli è successo. I medici continuano a sottoporlo ad accertamenti, e tra qualche giorno dovrà essere trasferito al Torrette di Ancona per l’intervento al bacino.

AGGIORNAMENTO / Parla il protagonista: "Sono il primo a volore capire". Ecco chi è

«Siamo i primi a volere sapere quello che è successo – dicono all’unisono la madre e il fratello – anche perchè non possiamo permetterci che riaccada di nuovo. E cosa è successo, lo chiediamo anche ai medici». «Non so come si possa rompersi le ossa senza però avere dei lividi – si chiede la madre del 39enne – io da quattro giorni ripeto le stesse cose. Che l’ho trovato a letto, lo scuotevo, ma lui non mi rispondeva. Poi ho visto il cuscino insanguinato. E quando ho aperto la porta per aspettare l’ambulanza, il vicino di sopra mi ha sentito».

Quindi, fa capire la donna, quello stesso vicino avrebbe sentito anche altri movimenti, se ci fossero stati in quella stessa notte. «Le ho pensate tutte – continua la madre – ma non riesco a capire cosa sia accaduto. So solo che alle ore 23 era sul divano, e io l’ho rivisto sanguinante e incosciente alle 5 del mattino...».

Il fratello ripercorre i giorni prima di venerdì. «Non è successo nulla di particolare o importante, nella sua vita. Lui era solo un po’ stressato, aveva detto a mia madre di svegliarlo un po’ prima perchè doveva fare dei giri supplementari per lavoro. Medicine particolari? No. Mio fratello dobbiamo sgridarlo, quando sta male, per fargli prendere le medicine, tende sempre a non prenderle. Problemi sul lavoro? Non credo. Posso solo dire che mio fratello è uno preciso, che quando si prende un impegno vuole portarlo a termine, l’altra domenica ad esempio era a casa che lavorava anche di festa....»

I medici continuano a sottoporlo ad esami. Tac di controllo e risonanze. Entro pochi giorni un neurologo farà ulteriori accertamenti. I carabinieri stanno facendo altri accertamenti (ma nessunissima sbavatura è emersa nelle dichiarazioni dei famigliari) e la procura attende le risposte del consulente appena nominato, un medico, per cercare di dare risposte a quello che al momento sembra un mistero irrisolvibile.