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2 apr 2022

Ferrovia, il comitato tifa per l’arretramento

I cittadini di Marotta contestano la realizzazione delle barriere anti-rumore: "Costano 30 milioni, meno che spostare le rotaie"

Alcuni componenti del comitato “No al Muro, sì al Mare” di Marotta
Alcuni componenti del comitato “No al Muro, sì al Mare” di Marotta
Alcuni componenti del comitato “No al Muro, sì al Mare” di Marotta

di Sandro Franceschetti

Il comitato ‘No al muro, Sì al mare’ di Marotta, unitamente al coordinamento di tutti gli analoghi comitati marchigiani, esprime il forte timore che "il ventilato sviluppo del traffico merci nella dorsale ferroviaria adriatica possa riaprire la discussione e la fase autorizzativa delle barriere antirumore" e si schiera convintamente per l’arretramento della tratta, già sostenuta da palazzo Raffaello e dal sindaco. Va ricordato, che il progetto barriere per il segmento di Marotta è l’unico di tutte le Marche già andato in conferenza dei servizi (il 9 luglio 2019) e in quella occasione il Comune di Mondolfo, supportato da Regione e Anci, diede parere negativo. La ‘palla’ passò poi alla Presidenza del Consiglio, che nonostante i quasi tre anni trascorsi non si è ancora espresso.

"Siamo davvero preoccupati – evidenzia il comitato – che la realizzazione dei devastanti ‘muri’ fonoassorbenti possa trarre nuova linfa dall’obiettivo di incrementare il trasporto merci su rotaia nei binari esistenti. Per il territorio di Marotta e di tutte le città e i paesi costieri delle Marche, un aumento di traffico ferroviario pesante e la costruzione di altissime barriere antirumore, sarebbero nocivi per l’ambiente, l’economia, il paesaggio, il turismo e la vivibilità". "L’arretramento della ferroviaria, su cui dirottare i treni merci, visto che è stato prospettato un esponenziale aumento delle percorrenze in tal senso (un convoglio ogni 89 minuti), garantirebbe invece un sicuro vantaggio per questo tipo di circolazione e, al contempo, la tutela di cittadini, turisti e pendolari, che continuerebbero ad utilizzare l’attuale linea, a quel punto notevolmente scaricata da percorrenze improponibili".

Gli aderenti a ‘No al muro, Sì al mare’ aggiungono: "Siamo contenti che la Regione e tutti i sindaci marchigiani si esprimano con convinzione per il ‘no’ alle barriere e ci piacerebbe, da cittadini, sentire l’unanimità anche sull’arretramento ferroviario, per il quale non esistono certo problemi di costi, considerando che Rfi e Governo sarebbero pronti a gettare alle ortiche ben 13miliardi e mezzo di euro a livello nazionale (di cui 30milioni per 3,5 chilometri solo a Marotta, da piazza Dell’Unificazione al fiume Cesano) per costruire barriere fonoassorbenti che, una volta poste in essere le soluzioni alternative per ridurre il rumore richieste ed imposte dalla Comunità Europea, come nuovi binari, nuovi carri e nuovi impianti frenanti, non avrebbero più ragione d’essere". Il comitato conclude: "politici nazionali e tecnici ministeriali dovrebbero avere a cuore le regole, la tutela della democrazia e la pluralità di esigenze dei vari territori".

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