Una sposa all’altare
Una sposa all’altare

Fano, 18 luglio 2021 - Viaggio di nozze da "incubo" per una coppia di giovani sposi fanesi. Erano da poco arrivati nella destinazione della loro luna di miele, tre giorni dopo essere convolati a nozze, quando gli è arrivata la notizia che una invitata al loro matrimonio era risultata positiva al Covid-19. Stanno bene i due sposini e il loro tampone è negativo, ma stanno vivendo con apprensione (proprio perché distanti) l’evoluzione delle notizie che arrivano dall’Italia.

Covid oggi Marche: bollettino coronavirus 18 luglio 2021. Dati e contagi

Sono infatti circa una ventina gli invitati al loro matrimonio che in questi giorni sono stati contattati dall’Asur per l’isolamento fiduciario, ovvero la quarantena imposta a coloro che sono entrati in stretto contatto con una persona positiva. Molti di loro in questi giorni hanno già effettuato il tampone molecolare e qualcun altro è risultato positivo. Non si sa bene quanti, sembrerebbero un paio. "Mi dispiace tanto per gli sposi – racconta il testimone – perché sono stati molto scrupolosi e non si meritavano questa sfortuna. Dovevano sposarsi infatti i primi di giugno, ma hanno deciso di rimandare proprio per seguire tutte le norme, visto che prima del 15 giugno non c’era possibilità di fare ricevimenti. Con tutte le problematiche che un cambiamento di data comporta, hanno deciso di rinviare le nozze a luglio. Quindi tutti noi invitati abbiamo firmato un documento in cui abbiamo dichiarato o che avevamo fatto il tampone entro le 48 ore prima, o la prima dose di vaccino almeno da 15 giorni oppure di aver già avuto il coronavirus. Erano queste le condizioni per partecipare". Nessuno dei 190 invitati si è sottratto a presentare il suo Green pass.

"Sfortuna vuole che 4 giorni dopo il matrimonio una ragazza incinta, durante una visita di controllo, sia risultata positiva al Covid. Ce lo ha subito comunicato". Il tampone delle 48 ore prima era risultato negativo. "Spiace per gli sposi perché può essere stato il matrimonio a innescare il focolaio, oppure no. Perché il giorno dopo le nozze c’è stata la finale dell’Europeo. Fatto sta che stanno venendo fuori alcuni casi tra gli invitati, più di uno, non so quanti". Nella sfortuna, una nota positiva: lo sposo è un dipendente dell’Asur e quindi più della metà degli invitati al suo matrimonio erano medici e paramedici con la doppia dose di vaccino già fatta. "Non solo erano tutti vaccinati - conclude il testimone - ma anche preparati ad affrontare e gestire questa cosa. Siamo tutti tranquilli perché sono state subito avviate le richieste dei tamponi e stamattina sono stati fatti al Codma".