Il caso delle nozze gay benedette. Anatema del vescovo scomunicato

Violento tweet di monsignor Viganò sulla coppia omosessuale che a settembre si sposerà a Cartoceto. Ci sarà anche don Cavoli. L’affondo: "Questa è la chiesa dalla quale sono stato dichiarato scismatico".

Il caso delle nozze gay benedette. Anatema del vescovo scomunicato

Il caso delle nozze gay benedette. Anatema del vescovo scomunicato

di Sandro Franceschetti

La storia di Hector e Filippo, i due giovani di Cartoceto che fra due mesi si uniranno civilmente e riceveranno la benedizione da don Giuseppe Cavoli, è finita al centro di un Tweet col quale monsignor Carlo Maria Viganò attacca nuovamente Papa Francesco e il cardinale argentino Victor Manuel Fernàndez, mettendo nel mirino, stavolta, anche il vescovo di Fano Andrea Andreozzi e don Giuseppe, incaricato diocesano per la pastorale Lgbtqia+.

L’arcivescovo classe 1941, nei confronti del quale sei giorni fa il Dicastero per la dottrina della fede ha dichiarato la scomunica latae sententiae poiché ritenuto colpevole del delitto di scisma, ha scritto sul suo profilo "X": "Si apprende dalla stampa che il prossimo 14 settembre (festa dell’Esaltazione della Santa Croce) verrà ‘benedetta’ a Fano una coppia di attivisti omosessuali, che hanno anche espresso il desiderio di adottare un bambino. Il rito sarà celebrato da padre Giuseppe Cavoli, responsabile della pastorale Lgbtqai+, con l’autorizzazione del vescovo Andrea Andreozzi".

Segue il link all’articolo del Carlino su Hector e Filippo, dopodiché il testo continua con l’attacco ai due ragazzi, a don Cavoli, al vescovo Andreozzi, al Tucho, come viene detto il cardinale Fernàndez, e al pontefice "per aver legittimato un peccato che grida vendetta davanti a Dio". "Questa è la ‘chiesa’ dalla quale sono stato dichiarato scismatico – aggiunge Viganò -. Non è la Chiesa cattolica, ma sembra comunque essere la ‘chiesa’ con la quale molti mie fratelli – vescovi e sacerdoti – si sentono in piena comunione, e di cui riconoscono come legittimo Papa il gesuita argentino, notorio eretico e promotore dell’’inclusione’ del peccato pubblico".

Parole forti, dure. Tutte il contrario di quelle cariche di emozione pronunciate qualche giorno fa davanti al nostro taccuino da Filippo Sanchi e Hector Pautasso, che contano le ore che li separano dal 14 settembre, quando, dopo la cerimonia in sala consiliare che sancirà la loro unione civile, si ritroveranno con tante persone che li amano alla ‘Locanda la Cerasa’ dove si svolgerà un momento speciale, ma inammissibile per Viganò: la benedizione di coppia, impartita per la prima volta nella Diocesi di Fano, Fossombrone, Cagli e Pergola. "Un augurio di serenità, fedeltà e amore reciproco – ha detto al nostro giornale don Giuseppe Cavoli -, in piena armonia con quanto indicato da Papa Francesco nell’esortazione apostolica ‘Amoris Laetitia’ sull’amore nella famiglia. Le persone Lgbtqai+ si sono sentite spesso allontanate dalla Chiesa e noi invece intendiamo accogliere. Un fedele, nella sua differenza, è una ricchezza".