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8 mag 2022

Leccio secolare a Fano, i cittadini pagano l'espianto

La task force chiede al al Comune di indicare un’area in cui trasferire l’albero. Brunori: "Nulla in contrario, ma sentiamo il parere dei tecnici"

anna marchetti
Cronaca
Il leccio secolare di piazza Marcolini condannato all’abbattimento
Il leccio secolare di piazza Marcolini a Fano condannato all’abbattimento

Fano, 8 maggio 2022 - Nasce il ‘Progetto Exodus’ per dare una chance al leccio secolare di piazza Marcolini (quello di fronte alla casa rosa, lato via Borgogelli) che, secondo il Comune, dovrebbe essere abbattuto: i cittadini si faranno carico dei costi dell’espianto (circa 2mila euro) e del trasferimento dell’albero ad alto fusto in un luogo che dovrà essere indicato dall’Amministrazione comunale. La richiesta è stata ufficialmente avanzata qualche giorno fa da Lupus in Fabula al Comune, su sollecitazione degli stessi cittadini che si sono mobilitati per il salvataggio in extremis. "Per il Comune non ci saranno costi economici – conferma l’avvocato Giancarlo Morosini – deve solo indicare l’area nella quale il leccio potrà essere trapiantato: l’ideale sarebbe fare l’operazione a settembre".

"Abbiamo aderito volentieri – commenta il vice presidente di Lupus in Fabula, Claudio Orazi, – all’operazione di salvataggio del leccio anche se, piante di quell’età e quella dimensione, una volta sradicate non sopravvivono facilmente". "Non ho nulla contro la richiesta – fa sapere l’assessore al Verde Barbara Brunori – di trasferire altrove il leccio, tanto più che i cittadini si faranno carico dei costi e del trasporto. Ho già parlato con l’avvocato Morosini, ma non sono io a dover esprimere il parere tecnico, spetta al dirigente dei Lavori pubblici. Se c’è una possibilità di salvare la pianta non posso che essere contenta". E ancora Brunori: "Per quanto mi riguarda è stato un successo mantenere in piazza Marcolini 5 dei 6 lecci secolari. Per il futuro, l’obiettivo è quello di cambiare l’approccio culturale di tutta la macchina amministrativa nella gestione del verde. Non possiamo solo parlare di ambiente, dobbiamo praticarlo nelle scelte. In piazza Marcolini è stato fatto un errore iniziale evidente, che avremmo potuto evitare".

All’assessore Brunori si deve lo stop del precedente progetto, che prevedeva l’abbattimento di tutti i lecci secolari, e l’indagine sull’apparato radicale delle piante (6 lecci secolari e 3 giovani). Indagine sulla base della quale si è giunti a salvarne 5, con 3 trasferimenti e un solo abbattimento. Nella delibera di giunta dello scorso 28 aprile, con la quale è stato revocato il precedente progetto, si fa presente che in ogni leccio secolare "le radici si estendono non oltre 1,20 metri dal tronco il che consente di realizzare le vasche, gli scavi necessari e la sovrastante pavimentazione senza danneggiare l’apparato radicale". Nella stessa delibera si precisa che solo un leccio sarà abbattuto in "quanto potenzialmente pericoloso per rischio caduta". Sentenza non condivisa dagli ambientalisti, secondo i quali la stabilità di una pianta può essere definita solo con le prove di forza, che in piazza Marcolini non sono state eseguite.

A questo punto per il salvataggio del leccio, condannato all’abbattimento, non rimane che il "Progetto Exodus": i cittadini sono in attesa del via libera del Comune per poter organizzare il trasferimento nel mese di settembre.

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