Il Lisippo di Fano (Ansa)
Il Lisippo di Fano (Ansa)

Pesaro, 27 dicembre 2015 - Ci sono voluti otto anni per arrivare a un pronunciamento della Consulta, ma servirà a ben poco. Il contenzioso per riportare a Fano il Lisippo, infatti, riparte da zero. L'Atleta Vittorioso - questo il nome del capolavoro di arte greca - resterà al Getty Museum di Malibù ancora per un bel po', dove si trova dagli anni '70, venduto illegalmente al prezzo di 3 milioni e 900mila dollari, dopo che un peschereccio fanese, nel 1964, l'aveva rinvenuto al largo di Numana. 

In pratica la Corte costituzionale, chiamata in causa dalla Cassazione, ha stabilito che le udienze dovessero tenersi a porte aperte e non in camera di consiglio, come stabilito dalla Corte europea dei diritti dell'uomo. Un vizio procedurale che ha consentito di azzerare la sentenza con cui si imponeva la confisca del bene. 

Dunque si torna davanti al Gip pesarese, dove il procedimento è cominciato, nel 2008, su istanza dell'associazione culturale Le Cento Città. Il Gip dell'epoca, Daniele Barberini, rigettò la richiesta, mentre nel febbraio 2010 un secondo Gip, Lorena Mussoni accolse il ricorso proposto dal pm Silvia Cecchi e ordinò la confisca
dell'opera. I difensori del museo californiano fecero ricorso e successivamente il Getty si rivolse alla Cassazione, lamentando vizi procedurali. La Cassazione si rivolse allora alla Consulta, che nel giugno 2015 stabilì che il processo andava rifatto. Nei giorni scorsi la Cassazione ha recepito la sentenza. E si ricomincia da zero. 

"Continueremo la battaglia - assicura Alberto Berardi dell'associazione Cento città - magari instaurando anche una trattativa con il museo californiano per riavere indietro il Lisippo, così come avvenuto per altre opere tornate in Italia".