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17 apr 2022

Lo salvarono dal suicidio: lode agli agenti eroi

Il ministero ha premiato il viceispettore Bonsignore e due colleghi. Nel 2017 strapparono dalla morte un autista che si stava impiccando

17 apr 2022
Al centro, Luigi Bonsignore, con lui i colleghi Tiziano Gaggiottini e Giuseppe Scarpa
Al centro, Luigi Bonsignore, con lui i colleghi Tiziano Gaggiottini e Giuseppe Scarpa
Al centro, Luigi Bonsignore, con lui i colleghi Tiziano Gaggiottini e Giuseppe Scarpa
Al centro, Luigi Bonsignore, con lui i colleghi Tiziano Gaggiottini e Giuseppe Scarpa
Al centro, Luigi Bonsignore, con lui i colleghi Tiziano Gaggiottini e Giuseppe Scarpa
Al centro, Luigi Bonsignore, con lui i colleghi Tiziano Gaggiottini e Giuseppe Scarpa

Quanto vale una vita salvata? Impossibile dirlo. E in mezzo a quell’enormità inestimabile che fa la differenza tra la vita e la morte, c’è posto anche per un premio. La lode cioè che il Ministero degli Interni ha dato, in occasione dell’ultima festa della polizia, svoltasi in Prefettura a Pesaro martedì scorso, a Luigi Bonsignore, 59 anni, di Marotta, viceispettore della polizia stradale e a due suoi colleghi. E’ lui che una mattina dell’agosto del 2017, quando tra l’altro non è neanche in servizio, riceve una segnalazione, da parte di un automobilista suo conoscente, che stra transitando in autostrada e gli dice che in A14, poco prima del casello di Pesaro, direzione nord, c’è una persona che sta armeggiando con una corda vicino al suo mezzo, una cisterna. "Forse è un clandestino", gli dice quell’automobilista. Ma Bonsignore sa per esperienza che non è quello il modo in cui, in genere, agiscono i clandestini, che quando viaggiano appunto stanno nascosti nei mezzi, ovviamente per non farsi vedere, e generalmente non usano corde.

L’esperienza dei decenni di servizio suggeriscono a Bonsignore che è meglio accertarsi meglio: uno che armeggia con una corda in autostrada è un fatto da chiarire. Quindi Bonsignore invia immediatamente una pattuglia della polizia stradale, che compierà il gesto che salva quella vita. Quello che sta armeggiando con una corda, con la quale si sta impiccando, è infatti un autista italiano. Vuole morire per ragioni legate a un rapporto sentimentale finito male. La pattuglia della Stradale arriva un secondo prima della tragedia. Gli agenti scendono dalla macchina e vedono attaccato al cappio, legato alla sommità della cisterna, quell’autista, che sta penzolando nel vuoto. Un agente lo solleva, poi con l’aiuto del collega lo adagia a terra. L’uomo è ancora vivo, anche se stava soffocando. Verrà portato malconcio all’ospedale di Pesaro, ma non è in pericolo di vita. A quasi 5 anni di distanza, Bonsignore e i due colleghi, l’assistente Capo coordinatore Tiziano Gaggiottini e l’altro collega, l’assistente Giuseppe Scarpa, ricevono la lode.

ale.maz.

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