Lorena De Benedittis, 38 anni, davanti all’università di San Francisco
Lorena De Benedittis, 38 anni, davanti all’università di San Francisco

Fano, 8 gennaio 2019 - «Alla mia generazione è stata strappata la speranza. Io sono andata a riprendermela». Speranza che Lorena De Benedittis, fanese di 38 anni, ha ritrovato a San Francisco. Dopo appena tre mesi dal suo arrivo alla Golden Gate University della città californiana, considerata una delle migliori università degli Stati Uniti d’America, Lorena è stata nominata Vice President Marketing&Comunication dello Student government association. Un riconoscimento estremamente importante che l’ha portata ai vertici del Pmi (Project Management Istitute) San Francisco Chapter, la più importante associazione internazionale di Project Management. Lorena, che all’università californiana segue anche il Master in Science Project Management, è arrivata negli Usa dopo un percorso di studi e professionale di notevole qualità. In Italia, subito dopo la laurea all’Isia di Urbino (triennale in Comunicazione e Grafica, specialistica in Editoria) Lorena ha ottenuto un contratto a tempo indeterminato, ma lei non aveva alcuna «voglia di fermarsi».

«Non mi sento un cervello in fuga – racconta –, ma un cervello in viaggio. Il genere umano ha per natura voglia di viaggiare, conoscere, conquistare nuove terre, esplorare nuovi pianeti, conoscere cosa c’è al di là della linea di confine». Ci tiene Lorena a far sapere che non ha lasciato l’Italia «per disperazione, ma per curiosità». E ancora: «L’Italia ci ha regalato una cultura antica, una magia straordinaria, invisibile: la capacità di cogliere la complessità delle cose, di articolare ragionamenti, tessere arte e scienza insieme. Questo è un capitale enorme che ogni italiano ha e che dovrebbe avere il coraggio di sfruttare in Paesi che siano in grado di far accadere le cose. Questo Paese per me è stata la California».

Prima di approdare negli Usa, Lorena ha girato l’Europa: una borsa di studio Erasmus le ha permesso di studiare all’università tedesca Fachhochschule di Augsburg, poi è stata la volta di una borsa di ricerca sull’Urbanistica promossa dal Consiglio d’Europa e dall’Unesco di cui erano partner 5 università: Italia, Francia, Spagna, Tunisia e Marocco. Mentre era ancora in corso la borsa di ricerca, Lorena ha iniziato a spedire il suo curriculum oltre oceano ed è stata chiamata per un tirocinio in Urban Design dal famoso studio Rebar di San Francisco (oggi conosciuto come Gehl Architecture) che si occupa della riqualificazione degli spazi cittadini. Ed è così che la professionista italiana ha partecipato a importanti progetti di recupero di aree urbane, tra cui la zona del porto di San Francisco.

Nel frattempo è cresciuta nella determinata Lorena la consapevolezza che il suo futuro non fosse nella grafica ma nel project management. Da qui la decisione di prendere il master alla Golden Gate University. Lorena ‘mattoncino dopo mattoncino’ sta ricostruendo la sua vita a San Francisco. «Io non ho mai avuto il sogno americano – spiega –, ma a San Francisco ho riconquistato la speranza. La speranza che quanto realizzo oggi avrà un futuro». Nessuna nostalgia dell’Italia che per Lorena rimane «un bel posto per trascorrere le vacanze» anche se qualche volta, parlando al telefono con le amiche, «riaffiorano i ricordi dell’infanzia e il sapore delle domeniche in Italia, legate al suono delle campane e al passaggio delle rondini. Quello che mi manca veramente è la mia famiglia».