Adriana Broccoli, vittima della malasaità
Adriana Broccoli, vittima della malasaità

Fano (Pesaro e Urbino), 24 febbraio 2017 - E' una vita rovinata quella di Adriana Broccoli, 48enne fanese che, ironia della sorte, lavora proprio nella Sanità, come addetta alla segreteria screening dell'Asur.

Già una volta un'azienda ospedaliera padovana le ha dato ragione e un risarcimento di 40mila euro per la responsabilità professionale del medico che sbagliò. E ora si appresta a fare una nuova causa, questa volta contro Marche Nord. L'odissea della Broccoli è iniziata nel 2003 a Padova, mentre l'ultimo atto si è consumato nell'ottobre scorso a Fano. “Il 19 ottobre – racconta la donna – andando al lavoro sono caduta scendendo dalla macchina. In via Borsellino non ho visto un marciapiede, che era ben coperto dall'erba. Cadendo ho battuto forte sia la spalla destra che il ginocchio sinistro. Premetto che quella stessa spalla me l'ero contusa a maggio in un'altra caduta”. Nonostante il dolore la Broccoli si è recata ugualmente al lavoro, ma la sera “sono andata in pronto soccorso spiegando tutto. Il risultato è stato che la Radiologia mi ha fatto lastre al ginocchio giusto ma alla spalla sbagliata... quindi non si sono accorti che l'avevo rotta”.

Il referto di Marche Nord indica chiaramente che la donna lamenta il dolore a destra ma l'Rx è stato eseguito a sinistra. Lì per lì non si è accorta dell'errore neppure la Broccoli perché “le radiografie me le hanno fatte da in piedi e da distesa, non sono riuscita a capire il lato”. La magagna è venuta fuori perché la settimana prima di quella lastra che non mostrava segni, la donna aveva fatto una risonanza magnetica a quella stessa spalla dolorante, per la precedente caduta: “mostra una lesione del tendine sovraspinato della spalla destra che con un po' di fisioterapia sarebbe tornato a posto, ma quando sono tornata per la terapia concordata... l'ortopedico ha detto che la situazione non era più quella e mi ha operata”.

Era il 6 novembre quando la Broccoli è stata sottoposta ad una Bursectomia sub-acromiale e Acromionplastica. “Per la lastra al braccio sbagliato ho sofferto altri 10 giorni... queste cose non devono succedere. Ma come si fa a sbagliare braccio? E' negligenza”. Per lei questa disavventura è ancora più pesante che se fosse capitato ad un altro perché già all'età di 34 anni un intervento alla vescica finito male l'ha costretta a vivere il resto della sua vita con un tubicino che le esce dall'addome collegato ad un sacchetto per la raccolta delle urine. “Mi hanno rovinato la vita”. Ora tutto è in mano all'avvocato Eusebi.