Polizia al lavoro
Polizia al lavoro

Fano, 4 settembre 2019 - Sospettato  di aver ceduto una dose fatale di eroina ad una giovane mamma morta a Fano era seguito da settimane dalla polizia perché considerato un boss dello spaccio. Quando gli agenti lo hanno fermato per un controllo lui è fuggito, saltando giù da un’auto quasi in corsa e rifugiandosi nel parcheggio multipiano agli Archi. Arrestato per resistenza a pubblico ufficiale un nigeriano richiedente asilo, di 34 anni, P. O., residente a Jesi con moglie e figli. Nel primo pomeriggio di lunedì ha dato spettacolo in un rocambolesco inseguimento iniziato alla stazione ferroviaria dorica e terminato in via Marconi.

I poliziotti del Commissariato di Fano erano sulle sue tracce da settimane, dopo la morte della 34enne, stroncata da una overdose il 26 agosto scorso dopo che era uscita da una comunità di recupero. Sulla morte della donna la Procura di Pesaro aveva aperto un fascicolo contro ignoti per morte come conseguenza di altro reato. Nell’ambito di questa indagine la polizia teneva d’occhio il nigeriano, già con precedenti e ritenuto dagli investigatori uno spacciatore molto scaltro, che è solito muoversi in treno, raggiungere la provincia pesarese dove avrebbe clienti abituali. Potrebbe aver ceduto la dose di eroina alla giovane mamma. Lunedì era alla stazione ferroviaria quando è salito a bordo di una vettura. E’ qui che la polizia lo ha intercettato e seguito sospettando una attività di spaccio in corso all’interno del veicolo, guidato da un italiano.

Gli agenti erano a bordo di un’auto in borghese e dopo la rotatoria della ex Standa hanno azionato i lampeggianti e la sirena e hanno cercato di far fermare l’automobile. La vettura stava accostando quando il nigeriano, che si trovava sul posto del passeggero, ha aperto la portiera per fuggire. E’ iniziato un inseguimento a piedi da parte degli agenti, uno è anche caduto ferendosi ad una mano, terminato al parcheggio multipiano. Lì stava cercando di nascondersi il nigeriano. Il 34enne è stato perquisito ma non aveva droga addosso. La perquisizione è proseguita a casa, a Jesi, dove c’era la moglie, incinta, e i figli della coppia. Pulita anche l’abitazione. Per lui è scattato l’arresto per resistenza che è stato convalidato ieri mattina dal giudice Maria Elena Cola, in tribunale. Sul nigeriano, difeso dall’avvocato Marco Guidotti, non è stata applicata nessuna custodia cautelare ed è quindi tornato libero fino alla direttissima fissata per il 27 settembre. Al giudice ha detto che era fuggito perché non sapeva che l’auto era della polizia.