Il liceo Nolfi come si presentava venerdì con l’avvio dei primi lavori
Il liceo Nolfi come si presentava venerdì con l’avvio dei primi lavori

Fano, 8 settembre 2019 - «Siamo sbalorditi di quanto accaduto anche se ricordo che nella mia classe, proprio al Carducci, quando facevo il terzo anno, erano comparse delle crepe tanto che ci trasferirono per l’intero anno scolastico nell’edificio del liceo Nolfi». A raccontarlo è un ex alunno del liceo economico sociale, Matteo Mariotti, che ancora mantiene stretti contatti con i suoi compagni di scuola. Proprio ieri Mariotti, insieme al collega dell’istituto Raffaello di Urbino Davide Barbieri, ha scritto al presidente della Provincia Giuseppe Paolini per dare il suo contributo per risolvere l’emergenza scuola. «Ci siamo messi a disposizione – fa sapere Mariotti – e il presidente ci ha risposto che ci chiamerà perché vuole sentire la voce degli studenti».

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Mille studenti del Nolfi, infatti, ad una settimana dall’inizio dell’anno scolastico, non sanno dove faranno lezione per il prossimo anno scolastico: moduli abitativi, edifici messi a disposizione da altri enti, lezioni pomeridiane. Un ventaglio di soluzioni che fa discutere i ragazzi e crea preoccupazione tra i familiari. Nelle chat da venerdì sera non si parla d’altro. Soprattutto chi, in questi anni, è andato a scuola nell’ex Carducci è perplesso di aver frequentato una scuola «pericolante». «Siamo scombussolate, la notizia è improvvisa e inaspettata – commenta Margherita Di Placido, ultimo anno del Classico e attuale rappresentante di istituto –: speriamo di poter continuare ad andare a scuola la mattina. Le lezioni nel pomeriggio andrebbero ad interferire con lo sport e le altre attività extrascolastiche. E poi ci sono gli studenti che abitano fuori Fano, che ci mettono un’ora per arrivare a scuola e non credo siano contenti di rientrare a casa alle 8 di sera». La pensa nello stesso modo anche un’altra rappresentante d’istituto del liceo classico, Marta Gerardi: «La priorità sono le lezioni di mattina, andare a scuola nel pomeriggio creerebbe difficoltà per lo studio». Aggiunge Aurora Marsili, ultimo anno del liceo linguistico: «Una notizia che io e le mie compagne di classe non abbiamo preso bene, soprattutto perchè arriva ad una settimana dall’inizio della scuola. Non ci fa certo piacere fare l’ultimo anno di scuola nei container».

«Siamo spiazzati – aggiunge un’altra studentessa Maria Vittoria Delvecchio – non sappiamo dove ci manderanno, né se faremo le lezioni di pomeriggio: una situazione destabilizzante» E ancora: «Noi dell’ultimo anno dobbiamo affrontare l’esame di maturità e questa situazione non fa che aumentare il nostro stato d’ansia». Dalla Provincia, comunque, fanno sapere che per l’individuazione di una soluzione ci vorranno almeno 2-3 giorni. Se è vero che gli studenti dello stabile del Nolfi potranno rientrare in classe in «un tempo ragionevole» (entro dicembre) per quelli dell’ex Carducci va trovata una sistemazione stabile vista l’inagibilità dell’edificio. Da questo punto di vista le unità abitative potrebbero essere la soluzione migliore. La decisione sarà presa, in comune accordo, da tutti gli enti coinvolti: scuole, ufficio scolastico regionale, comuni interessati.

Le possibili soluzioni

I ragazzi potrebbero essere trasferiti in appositi moduli scolastici (container) nel giardino dell’Apolloni a San Lazzaro, oppure essere ospitati in altre sedi scolastiche. In questo caso sarà necessario il doppio turno, con i ragazzi costretti a frequentare le lezioni nel pomeriggio. La proposta dell’ex seminario regionale avanzata dal preside Giombi sarebbe stata ritenuta non idonea

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