I sindaci Francesco Baldelli (Pergola) e Gabriele Bonci (Fossombrone)

Pergola (Pesaro), 18 settembre 2018 - Il riordino sanitario dell’entroterra sembra imboccare percorsi sempre più contraddittori e, per certi versi, sorprendenti. Mentre il governo si accinge a sottoscrivere con le Regioni il nuovo Patto della Salute avallando un’operazione chirurgica sui piccoli ospedali con meno di 120 posti letto che, come Pergola e Fossombrone, verranno chiusi almeno stando alla mappa diffusa dal Ministero della Salute (e pubblicata dal sito La stampa.it), domenica a Fano (FOTO) il ministro dell’Interno Matteo Salvini criticava la riforma di Luca Ceriscioli annunciando che le strutture ospedaliere dell’entroterra non solo non chiuderanno, ma che quelle già declassate a edifici di comunità (come Fossombrone) torneranno a svolgere pienamente una funzione ospedaliera. Ma c’è qualcosa che non torna.

Luca Ceriscioli, cui è stato chiesto se mai firmerebbe un provvedimento di questa natura, risponde secco: «A noi questa notizia non risulta affatto – afferma il presidente della Regione –. Anche perché Fossombrone è già stato riconvertito in struttura di comunità, e non è più un ospedale. Mentre Pergola fa parte del presidio ospedaliero unico di Area Vasta, non è più una struttura autonoma e i suoi letti vanno considerati insieme a quelli dell’ospedale di Urbino».

La decisione di mettere insieme i due nosocomi, dal punto di vista amministrativo, gestionale e funzionale rappresenta quindi, secondo il presidente della Regione, una blindatura che mette al riparo Pergola da ogni possibile taglio ministeriale. «Queste informazioni un po’ mi sorprendono – riprende Ceriscioli – così come mi stupiscono le dichiarazioni poco meditate pronunciate da Salvini nella sua visita di domenica. Non hanno senso perché non corrispondono a ciò che è accaduto in questi anni in tutta Italia, anche nelle Regioni governate dalla Lega». Ceriscioli conclude con una stoccata: «Se Salvini vuole dimostrare di fare davvero sul serio, può cambiare le cose cominciando dal Veneto».

A Pergola, invece, le parole del ministro leghista hanno creato nuove aspettative. Assente il sindaco Francesco Baldelli, in viaggio all’estero, a rispondere è il fratello Antonio, segretario provinciale di Fratelli d’Italia: «La mappa la conoscevo già perché risale al governo a guida Pd, perciò non mi preoccupa – riferisce Antonio Baldelli – Mentre mi aspetto che alle parole di Matteo Salvini seguano quelle del ministro della salute, Giulia Grillo, in modo da mettere la parola fine a questo sciagurato piano sanitario che ha abbandonato decine di migliaia di abitanti dell’entroterra, senza un pronto soccorso e senza ospedali degni di questo nome. Come quello di Pergola, che la Regione Marche sta nei fatti chiudendo. Farò a breve una conferenza stampa sulle decisioni prese da Palazzo Raffaello e che anticipano il depotenziamento di alcuni servizi».